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Il Tirreno Livorno - sabato - Il porto guarda a est e fa l'occhiolino all'India

 

MISSIONE DI AUTHORITY E CCIAA
 
urbanistica
 
Porta a Mare, conclave a Roma
 
Fra un mese o poco più potrebbe essere completato l’iter per mettere in pista il bando per assegnare da parte dell’Authority la concessione dei bacini. Del resto, lo slittamento dell’ok al Piano operativo triennale (Pot) potrebbe essere letto proprio in questa chiave. Intanto l’accordo di programma riguardante la Porta a Mare è stato al centro di un faccia a faccia che a Roma, alla Direzione generale dei porti, ha visto attorno a un tavolo i protagonisti di quell’intesa: i ministeri (compresi i rappresentanti del Demanio), il Comune, l’Authority. In realtà, si è trattato solo del primo round di una ricognizione delle questioni ancora da risolvere.
LIVORNO Il porto di Livorno cerca alleati nelle economie emergenti: è la ragione della missione istituzionale a New Delhi guidata dalle Authority di Livorno e di Piombino insieme alla Camera di Commercio, in tandem con Toscana Promozione e la società italo indiana Octagona, con le associazioni di imprese terminalistiche, spedizionieri e agenti marittimi. La missione ha portato a casa l’interesse degli scali indiani di Jawararlal Nehru e Chennai in vista di un “accordo fra gentiluomini” (si attente l’ok ministeriale) per lo scambio dei know how nel campo della gestione infrastrutturale, dei sistemi di port community e delle politiche di port management. Con un obiettivo: gettare le base per nuovi collegamenti marittimi. È da segnalare che finora – precisa Gabriele Gargiulo, dirigente dell’Authority settore promozione e relazioni esterne – il porto di Chennai aveva stretto accordi di cooperazione solo con due porti: Halifax in Canada e Zeebrugge, in Europa. «Per noi si tratta di una prima assoluta: il nostro scalo – avverte – può diventare un punto di riferimento per gli scambi commerciali tra India e i mercati del Triveneto e dell'Italia centrale». Dall’Authority si ribadisce che al governo indiano interessano le potenzialità che Livorno può esprimere non solo sul fronte dei container, ma anche su quello della merce non containerizzata: «L'India ha bisogno di gente che investa nella realizzazione delle grandi infrastrutture – riferisce Roberto Alberti, presidente di Spedimar, presente alla missione indiana – e ha bisogno di ampliare l'orizzonte dei propri traffici sul fronte del project cargo e del break bulk, tipologie commerciali in cui Livorno eccelle». A giudizio del presidente della Camera di commercio, Roberto Nardi, «ci sono enormi spazi commerciali da sfruttare. Il prossimo step sarà quello di andare a convincere gli armatori dell'opportunità di attivare una linea diretta su Livorno».


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