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Il Tirreno Livorno - sabato - Il bilancio di Spil: quanto pesa l'Odeon

 

Nella relazione a proposito del parcheggio si parla di «significativo indebitamento finanziario». Verso l’aumento di capitale
 
FACCIAMO I CONTI ALLE PARTECIPATE
 
LIVORNO Perdita di quasi un milione di euro nel 2011, preoccupazione per la partita Odeon, attesa per un aumento di capitale fino a 10 milioni di euro e tre cause giudiziarie in corso. È tutto scritto nel bilancio 2011 di Spil, la società partecipata al 61% dal Comune che si occupa di creare nuove occasioni di sviluppo industriale e che ha compiuto un grosso investimento nella trasformazione dell'Odeon in parcheggio. Il bilancio. Il 31 dicembre dello scorso anno Spil ha chiuso il bilancio con una perdita netta di 944.426 euro. La perdita, come si legge nella relazione finale, è dovuta a «fattori e circostanze riconducibili alla gestione extra caratteristica». Ovvero circa 470mila euro per la perdita in secondo grado di una causa civile avviata nel 2004 contro una società partecipata (l'ex Essedue srl); 146mila euro per la svalutazione della partecipazione nella controllata Pdt-Bic Livorno Srlu; 39mila euro di un credito commerciale che non è stato pagato dall'affittuario e che ha «scarse possibilità di recupero»; svalutazione per 299mila euro applicata a «un'immobilizzazione finanziaria relativa a titoli obbligazionari convertibili sottoscritti dalla società» (in altre parole la perdita messa in conto per il capannone della De Tomaso a Guasticce). Nel verbale di approvazione, però, i soci scrivono anche che «la perdita d'esercizio rilevata al 31/12/2011 risulta ampiamente recuperata in conseguenza delle intervenute operazioni di alienazione immobiliare già formalizzate nel corso di questi primi mesi dell'anno (terreno di Guasticce) e che lo saranno nei successivi (palazzina in via delle Cateratte)». E in effetti il semestrale del 2012 indica un utile di 260mila euro. In più sottolineano che «la società non è sottoposta a particolari rischi di credito, avendo un patrimonio immobiliare sufficientemente frazionato e diversificato». Operazione De Tomaso. Spil era stata chiamata a «offrire il proprio sostegno», come si legge nella relazione sulla gestione, per garantire la messa a disposizione degli spazi industriali necessari all'avvio dell'attività: il capannone dove gli operai ex Delphi avrebbero dovuto assemblare le auto di Rossignolo. Per rendere possibile l'operazione, Spil aveva sottoscritto obbligazioni convertibili emesse dalla De Tomaso, che ad aprile è stata però messa in liquidazione. «I risultati dell'ultimo bilancio approvato – si legge nell’allegato al bilancio – lasciano poche speranze di un integrale recupero del credito vantato da Spil». Che in tutto aveva investito quasi 500mila euro: è stata prevista l'impossibilità di recuperarne almeno 299mila. Odeon. Nel verbale dell'assemblea ordinaria vengono messe nero su bianco le preoccupazioni legate al parcheggio Odeon, costato - hanno ribadito dalla società - 21milioni di euro. «Lo stato patrimoniale – si legge – evidenzia un significante indebitamento finanziario parzialmente scaturente dall'iniziativa ex cinema Odeon». Nella ricostruzione della partita si evidenzia che «nella seconda metà del 2011 la società ha dovuto far fronte a un momento di tensione finanziaria dovuta alla posticipazione di alcuni mesi delle vendite dei garages e all'improvvisa interruzione delle trattative ben avviate, che avrebbero dovuto condurre alla cessione del parcheggio pubblico a rotazione». Parcheggio che poi, nel marzo di quest'anno, è stato dato in gestione. A questo si è inoltre aggiunto un «generale ritardo nei pagamenti dei canoni di locazione da parte dei vari affittuari» che ha causato una «momentanea difficoltà a fronteggiare gli impegni verso le banche e alcuni fornitori, al momento superata grazie a un accordo per la posticipazione di un anno sul pagamento delle quote capitale dei mutui contratti» e alla «definizione di piani di rientro dilazionato concordati con alcuni fornitori». Nella relazione di gestione si scrive anche che «per quanto concerne gli indicatori di liquidità che hanno lo scopo di rappresentare la capacità dell'azienda di mantenere l'equilibrio finanziario nel breve termine, merita osservare che a fronte di un margine di disponibilità positivo per +8,9 milioni, si riscontra un margine di tesoreria negativo per -18,3 milioni». Quest'ultimo indice «non tiene di conto del valore di magazzino, che nel caso di Spil è rappresentato dagli interventi immobiliari in corso di realizzazione alcuni dei quali, come l'ex Odeon, potranno essere tradotti in liquidità, quanto meno in parte, in un arco temporale di circa 12 mesi, contribuendo a una consistente riduzione delle passività correnti». Aumento di capitale. Dalla stessa relazione arriva la conferma che «è in corso un'operazione di aumento di capitale sociale per circa 10 milioni di euro (10.010.408)». In pratica una somministrazione di beni che dovrebbero andare ad aggiungersi ai gioielli (vedi la Paduletta in porto). «L'incremento dei mezzi propri della società che potrà essere effettuato anche mediante conferimento di beni in natura – si legge – è stato voluto dai soci, in primis dal Comune di Livorno, per potenziare l'azione di Spil sul fronte della nuova industrializzazione». Per questo scopo «è stata manifestata l'intenzione dell'amministrazione di apportare in conferimento un'area industriale di circa 48mila metri al Biscottino». L'operazione, però, non si è ancora concretizzata, visto che prima i termini per la sottoscrizione dell'aumento di capitale deliberati nel 2010 sono stati prorogati al 30 luglio di quest'anno e poi, con l'assemblea straordinaria di Spil del 27 luglio, sono slittati al 30 novembre. Da segnalare che nella relazione allegata al bilancio del 2011, il collegio sindacale presieduto da Pierluigi Boroni ha preso atto del rinvio dei termini ed ha «auspicato una futura integrale sottoscrizione del capitale in relazione alla attuale situazione finanziaria della società». Tre cause. Nel frattempo Spil deve fare i conti con tre azioni giudiziare, che «in caso di definitiva soccombenza comporterebbero oneri economici rilevanti», al momento non totalmente quantificati. Le prime due sono state avviate nel 2004 contro una società partecipata (ex Essedue srl) e un’azienda delle aree ex Cmf di Guasticce. La terza riguarda proprio l'Odeon, con 50 famiglie del palazzo Astoria e dintorni che hanno portato in tribunale la società puntando il dito contro le distanze che ci sono tra le case e il nuovo parcheggio. (j.g.)


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