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Il Tirreno-àˆ allarme rosso per Labronica e Spil.
Per la società che gestiva l’ippodromo il debito è di oltre 2 milioni. L’operazione Odeon rischia di avere pesanti ricadute
Tamburini (Pdl) chiede al sindaco di riferire con urgenza in commissione
Bruno Tamburini ha depositato in Comune un’interpellanza con cui chiede al sindaco di fare il punto in commissione sulle partecipate. «Considerato che voci attendibili – scrive – mi riferiscono di un frenetico susseguirsi di incontri fra sindaco, vertici dei Servizi Finanziari e Revisori dei conti», che «tali riunioni sembrano dovute a una disastrata situazione economico - finanziaria di due grandi ex partecipate» e che «lo stato di dissesto sembra talmente grave da causare il fallimento delle due società» con «effetti sul bilancio del Comune», «chiedo al sindaco di intervenire in secpnda commissione con la massima urgenza al fine di chiarire i contorni di questa problematica ed escludere in maniera chiara e definitiva l'ipotesi sopra esposta, dando precise garanzie sulla solidità economica e finanziaria delle società in esame».
LIVORNO Nessuno lo dice ufficialmente e, anzi, i rappresentanti dell’amministrazione si affrettano a turno a gettare acqua sul fuoco. Ma negli ultimi giorni il sindaco avrebbe incontrato a più riprese sindaci revisori e vertici finanziari non solo per parlare della partita delle aree Peep e di strumenti urbanistici, ma anche (e secondo molti soprattutto) per mettere sotto la lente di ingrandimento almeno due importanti società partecipate che attraversano una fase delicata: Labronica Corse Cavalli e Spil. La Labronica è la società (oggi tutta del Comune) nata nel 1972 per gestire l’ippodromo livornese. Il 20 aprile dello scorso anno è stata messa in liquidazione insieme ai suoi dipendenti, una ventina. Il punto è che nel frattempo il rosso di bilancio della società - che ha continuato, ad esempio, a pagare gli stipendi - è lievitato fino a raggiungere, a quanto risulta, oltre due milioni di euro. Il Comune - anche ne avesse la possibilità - non potrebbe più ricapitalizzare una società che non ha a che fare con servizi essenziali per la città, così ora lo spettro del fallimento è dietro l’angolo. La situazione è delicatissima anche perché, appunto, la Labronica non è una scatola vuota, ma una società che ha ancora dipendenti. Negli ultimi mesi a gestire le corse al Caprilli è stata la pisana Alfea, che in futuro, dopo il bando di gara per l’affidamento della struttura, ha già fatto sapere che sarebbe disposta ad accollarsi solo una piccola parte del personale. La strategia tracciata dall’inizio del mandato amministrativo in giunta e in consiglio comunale diceva che tutta l’area dell’ippodromo (Ceschina compresa) avrebbe dovuto diventare «più appetibile» - queste le parole usate a più riprese dall’ex assessore alle partecipate, Claudio Ritorni - anche per risolvere i guai della Labronica, già provata dalla crisi che negli ultimi anni ha investito gli ippodromi italiani. Si era parlato di Cittadella dello Sport, con stadio, piscine e ippodromo a fare fronte comune per attrarre investitori privati sotto l’occhio pubblico (in ballo c’è un’area di pregio a due passi dal mare). Il disegno, però, sembra essere andato a gambe all’aria e i libri contabili rischiano di finire in tribunale. Dall’altra parte c’è Spil (Società porto industriale Livorno) che è partecipata al sessantuno per cento dal Comune e che, in sostanza, dovrebbe preoccuparsi di creare nuove occasioni di sviluppo industriale anche attraverso la riconversione di siti e strutture. Spil è la società che - su imput di Cosimi - ha investito nella trasformazione dell’Odeon da cinema a parcheggio. A quanto risulta la società contava di ricavare almeno 3 o 4 milioni di euro da un’operazione che ne sarebbe dovuti costare dagli 11 ai 13. Così non è stato e fonti vicine ai vertici di Spil e al Comune riferiscono che alla fine - tra parcheggi privati, posti auto a rotazione e galleria commerciale nel foyer - la spesa sarebbe lievitata fino a oscillare tra i 26 e i 28 milioni di euro. I numeri precisi, però, non sono mai stati messi sul tavolo, nonostante le richieste dei consiglieri comunali, in testa Gianfranco Lamberti. Alessandro Cosimi ha scongiurato a più riprese, anche in consiglio comunale, pericolosi dissesti, mettendo l’accento sui “tesori” della società, come il terreno portuale di Paduletta, sulla sponda est della Darsena Toscana. Ma le voci che nessuno conferma di mosse urgenti per fare fronte alle perdite sono sempre più insistenti. Cosa fare? In ballo potrebbe esserci una riduzione di capitale per attutire il colpo con una perdita di valore della società (anche se va detto che da tempo esisterebbe una richiesta di conferimento di terreni al Bisottino per fare esattamente l’opposto). Oppure la società potrebbe decidere di mettere a frutto (vendere?) il tesoro. In questo senso non può non saltare all’occhio la richiesta fatta all’Autorità portuale dal colosso Masol per costruire proprio sulla sponda est un impianto a biodiesel e una raffineria a olio.(j.g.)
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