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Il Tirreno-Navi spostate da Cavo per rimpiazzare Blu Navy.

 

L’Autorità portuale lancia la soluzione provvisoria per limitare i danni E in futuro stop all’attribuzione degli accosti solamente nei mesi estivi
 
TRAGHETTI»L’OSSERVATORIO
 
 
 
 
di Luca Centini wPORTOFERRAIO Chi si aspettava soluzioni miracolose, in grado di risolvere il problema dei collegamenti marittimi in un attimo, è rimasto deluso. L’osservatorio sulla continuità territoriale, convocato dall’assessore provinciale Piero Nocchi, ha indicato due strade per uscire dal blackout dettato dall’abbandono per crisi della compagnia Blu Navy. La prima è una pezza nel breve periodo, per intendersi fino alla fine dell’anno, così da tappare i buchi d’orario dopo l’addio della compagnia della famiglia Morace: l’Autorità portuale ha infatti proposto come soluzione ponte lo spostamento sulla linea Piombino-Portoferraio di due collegamenti effettuati con Cavo. Di certo lo spostamento consentirebbe di garantire la partenza da Piombino delle 8, frequentata da molti pendolari. «È una soluzione provvisoria, che ci pare percorribile vista la differenza nel numero dei trasportati tra i due servizi», ha commentato Luciano Guerrieri. Un rimescolamento delle carte che – è chiaro - non risolverà i problemi e sarà discussa nei prossimi giorni con il privato (Onorato). Il secondo punto, condiviso un po’ da tutti i partecipanti al tavolo, compresa l’Appe e l’assessore provinciale Ceccobao, consiste nella necessità di mettere di nuovo mano alle regole, in seguito al cannibalismo da libero mercato che ha coinvolto le quattro compagnie e ha finito per sgretolare la struttura dei collegamenti. L’idea è di procedere all’assegnazione degli slot, pur nel rispetto del parere dell’Autorità garante per scongiurare il monopolio, facendo in modo che le compagnie garantiscano una presenza annuale e non, per dirla alla Peria, «arrivino con la valigetta in mano per tre mesi e poi salutino tutti». È questo, in sintesi, il riepilogo di un osservatorio abbastanza sonnolento - e ben poco partecipato dai cittadini - che si è tenuto ieri pomeriggio. Una riunione che, convocata per mettere in campo proposte, si è trasformata a tratti in qualcosa di diverso, tra chi non ha esitato a maledire la privatizzazione della Toremar finita in mano ad Onorato (Cna e Confcommercio l’hanno indicata come peccato originale) e chi invece se l’è presa contro le distorsioni del libero mercato e il parere dell’Agcom. «La verità è che stiamo precipitando verso un grave disagio – ha detto Roberto Peria – non avremo un servizio adeguato per la dignità dei cittadini e per le imprese».


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