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La Nazione Piombino - Lucchini, cresce la preoccupazione

 

PIOMBINO L’AZIENDA IN PERDITA NON POTRà ANDARE AVANTI ALL’INFINITO
I sindacati: «Basta parole, ora i fatti»


— PIOMBINO —
SALE la preoccupazione per il futuro della Lucchini. Ieri si è riunita la Rsu Lucchini e Lucchini Servizi. Secondo quanto riportato anche dal Sole 24 ore, quotidiano economico di Confidustria, l’azienda ha perso nei primi sei mesi del 2012 100 milioni, in pratica circa 15 al mese, è chiaro che se il ritmo produttivo rimane ridotto alla fine i costi generali fissi incidono troppo e si genera una perdita che non potrà essere sostenuta all’infinito.
«PURTROPPO la situazione della fabbrica nonostante il nuovo Consiglio di Amministrazione non è migliorata ma sta progressivamente peggiorando — incalzano le Rsu e le segreterie di Fim, Fiom e Uilm — troppe notizie non concrete girano per la fabbrica. Noi, pensiamo che sia necessario difendere e sviluppare il ciclo integrale e l’integrità dello stabilimento, che sono l’unica garanzia per mantenere l’occupazione e l’economia del territorio, intanto chiediamo al CdA di accelerare le scelte strategiche onde evitare drammi sociali. Dal Governo, ci aspettiamo risposte sia per aprire un tavolo nazionale sulla siderurgia, sia una risposta concreta sui temi di Piombino che riguardano Lucchini, Magona e Dalmine, su infrastrutture, bonifiche, investimenti,…Solo decidendo di intervenire su questi temi, per rendere appetibile la fabbrica, può far si che nuovi acquirenti mostrino un interesse per questo sito».
PER QUESTO la Rsu e le segreterie, prenderanno nei prossimi giorni iniziative di mobilitazione, “per rivendicare il futuro dello stabilimento e chiedere al Governo di intervenire con fatti concreti. Intanto, in fabbrica si respira un clima teso, fatto di una riorganizzazione che rischia di mettere in discussione la sicurezza dei lavoratori.
NON INTENDIAMO, attraverso la discussione di nuovi coefficienti, creare esuberi strutturali, ma intendiamo ribadire che lo strumento dei contratti di solidarietà, scelto per far fronte alla crisi di mercato, è lo strumento per tenere insieme il lavoro, l’orario dei lavoratori, l’organizzazione e i minori costi dell’azienda. Per questo riteniamo, che nelle corrette relazioni industriali, sia necessario un maggior confronto a tutti i livelli per evitare fratture o pericolose fughe in avanti che rischiano di scatenare una conflittualità interna, non auspicabile, per i problemi generali che dobbiamo affrontare. Apprezziamo il ruolo svolto dalle istituzioni ma è necessario unificare ancor più le forze per far fronte alle gravi problematiche aperte riguardanti l’industria e le imprese dell’indotto”. Una situazione di incertezza quella che si vive in Lucchini che va avanti ormai da mesi e che si è aggravata con lo stop di un mese in agosto. Anche per dicembre l’altoforno si fermerà altre due settimane.
m. p.


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