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Il Tirreno Livorno - domenica - Sorpresa: c'è una Livorno che è entrata in orbita

 

Ha il cuore fra il Pontino e Montenero una bella fetta di imprenditori e ingegneri che operano su satelliti, astronavi e georadar. Qui l’intesa con Pisa è già realtà  
 
 
LIVORNO C’è una bella fetta di amaranto nella Toscana che gira il naso all’insù per costruire una nuova economia fra le stelle. La riprova? L’alleanza regionale delle imprese aerospaziali (“To- scana Spazio”) parla livornese: con il presidente Marco Luise, il vicepresidente Bruno Casali, il direttore esecutivo Sabino Titomanlio e con tre degli altri quattro membri del consiglio direttivo (Erina Ferro, Salvo Marcuccio, Francesco Petroni). Sia chiaro, qui non c’è spazio per turboscemenze come la contrapposizione anti-pisana: è a Pisa che lavorano quasi tutti. Ma soprattutto: è alla dimensione toscana che guardano come network di imprese high tech e istituti di ricerca; ed è all’Europa e al mondo che si rapportano come mercato e come comunità scientifica. L’accento di casa nostra, cosa c’entra? Serve per dire che esiste una Livorno che non si rassegna ad alzare bandiera bianca di fronte al declino e alla crisi. I volti noti sono quelli di Valfredo e David Zolesi, padre e figlio alla guida della Kayser – anch’essa in “Toscana Spazio” – che dall’ex Barcas al Gabbro spedisce bio-esperimenti sulla Stazione spaziale internazionale via Shuttle. A guidare l’associazione della Livorno in orbita è il prof. Marco Luise, ordinario nel corso di ingegneria di telecomunicazioni all’ateneo pisano: in via Fiume ha fondato Wiser, una micro-azienda ad altissima tecnologia. Viene dall’università anche il prof. Salvo Marcuccio, docente di ingegneria aerospaziale e co-fondatore di Alta, sede a Pisa, che si occupa di sistemi di propulsione chimica e elettrica che “aggiustano” la traiettoria dei satelliti. Sul fronte degli istituti di ricerca troviamo Erina Ferro, livornese pure lei, al timone del laboratorio che al Cnr-Isti di Pisa studia sensori e reti wireless. L’ing. Sabino Titomanlio lavora come direttore dell’innovazione del gruppo Mbi, quartier generale a Ospedaletto (Pisa), che offre soluzioni per reti di comunicazioni satellitari ed è partner strategico di Eutelsat, un gigante che con i suoi 28 satelliti copre mezzo globo. Nella frontiera dell’imprenditoria che preme sull’acceleratore delle tecnologie più avanzate, ha targa livornese anche la Flyby. Ha sede a Marilia, lavora su applicazioni che tengono d’occhio ambiente e energia grazie a satelliti che osservano la Terra: fondatore e amministratore delegato è l’ing. Emilio Simeone. Si occupa di satelliti (componenti elettronici e sensori di bordo) la Sitael di San Piero a Grado il cui direttore tecnico è Francesco Petroni, ingegnere labronico. Così come labronico è Bruno Casali, direttore dei sistemi informativi di Ids, uffici nel polo di Montacchiello alle porte di Pisa (ma controllate fra San Paolo, Southampton, Queensland australiano e Canada) attiva nella progettazione elettromagnetica di georadar, satelliti e aerei. C’è una “tradizione” livornese perfino nel Gotha stellare dell’aerospazio internazionale: parliamo, per dirne alcuni, di ingegneri come Riccardo de Gaudenzi capo-divisione all’Agenzia Spaziale Europa a Noordwijk in Olanda, come Armando Buccheri vicepresidente di Selex settore spazio (gruppo Finmeccanica), come Riccardo Bardelli, direttore del settore gestione prodotti a Eutelsat, il colosso francese che è fra gli operatori satellitari è il numero uno in Europa e il numero tre nel mondo. Questi sono solo alcuni nomi, e la nuova leva è già in pista: all’Esa, l’agenzia spaziale europea, in Olanda lavorano giovani talenti livornesi come Martina Angelone e Francesca Zanier. È la Livorno con la grinta che arriva alle stelle.(m.z.)


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