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Il Tirreno Livorno - Ho sempre lavorato per un'intesa

 

IL CASO DELLA DISCARICA AL LIMONCINO

DI GIORGIO KUTUFà La drammatica situazione dei lavoratori della ditta Bellabarba, le interviste e le dichiarazioni di rappresentanti sindacali e di categorie, impongono da parte mia una risposta sottolineando, in primo luogo, la preoccupazione per la sorte dei dipendenti. Questa tormentata vicenda sconta le difficoltà sempre collegate alle scelte con forte impatto ambientale calate, in questo caso, in una preesistente situazione di tensione sociale. Prioritariamente voglio ribadire che ho incontrato i cugini Bellabarba una sola volta in vita mia, alla presenza del sindaco Cosimi, per chiedere loro una forte riduzione della tipologia di rifiuti stoccabili nella cava, in attuazione di una precisa mozione approvata dal consiglio provinciale. Non sono perciò assolutamente un suggeritore di questo investimento che, se ne ha avuti, non è dato a me di conoscerli. Ribadisco, nel caso in esame che l'autorizzazione, non è mai stata revocata né messa in discussione da questa amministrazione. L'intervento della magistratura è stato sollecitato dal comitato fin dall'ottobre di due anni fa ed io, ricevuta, a febbraio del 2011, la relazione della terza commissione consiliare, contenente giudizi, da cui ho preso le distanze e che mettevano in discussione la regolarità dell'iter procedurale, ho ritenuto, sentito anche l'avvocato di fiducia dell'amministrazione, di trasmetterla alla Procura, intendendo sgombrare ogni dubbio al riguardo. Sottolineo che, contrariamente alle critiche ricevute, mi sono sempre attivato, secondo le mie possibilità d'azione, per facilitare la conclusione di questa vicenda sollecitando, più volte, l'intervento del Prefetto, per ultima la richiesta dell'aprile 2011 della convocazione del comitato per la sicurezza. In quella sede non si è ritenuto di adottare particolari provvedimenti ed è ovvio che non è nelle competenze del presidente della Provincia la gestione dell'ordine pubblico. Successivamente è intervenuto, da parte della magistratura, il sequestro della cava e, a questo punto, occorre attendere le determinazioni della stessa augurandoci che arrivino il prima possibile. È noto a tutti che nessuno è in grado di influenzare, come è giusto che sia, l'operato ed i tempi della magistratura che agisce in totale indipendenza. Ora preme, più che andare a trovare le responsabilità di questa vicenda, che sono molteplici, concentrarsi, nell'immediato, nel garantire ai dipendenti ogni possibile intervento nel campo degli ammortizzatori sociali e nella ricollocazione lavorativa e, in via definitiva nel ricercare una soluzione. La stessa non può che essere una autorizzazione rivista con una forte riduzione dei codici e controlli stringenti. Su questa prospettiva sono, come sempre, a disposizione di chiunque ricerchi una soluzione percorribile. Presidente della Provincia


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