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Il Tirreno - Il governo riconosca Livorno area di crisi

 

La Regione avanza la richiesta per la componentistica auto (in tandem con la siderurgia di Piombino)

FIRENZE La crisi colpisce talmente duro l'industria del nostro territorio che la Regione ha deciso di chiedere al governo il riconoscimento di area di crisi complessa per due settori-chiave dell'economia provinciale: a Livorno-Collesalvetti per quanto riguarda la componentistica auto (ne è uno dei 5 poli a livello nazionale), a Piombino per il polo siderurgico. E' già un atto formale: la giunta regionale ha dato semaforo verde alla delibera presentata dall'assessore alle attività produttive Gianfranco Simoncini. Si tratta – spiegano da Firenze – di una «richiesta sotto forma di istanza al ministero dello sviluppo economico»: le aree di Livorno-Colle e di Piombino, «da tempo colpite da recessione economica e perdita di posti di lavoro», hanno «per dimensioni ed importanza delle imprese» un rilievo che va al di là dei confini regionali: siamo in presenza di «una prevalenza di grande impresa e di gruppi multinazionali» con una «forte dipendenza dai mercati mondiali dominati da pochi grandi produttori a livello internazionale, un significativo indotto e necessità di processi di riconversione» (e oltretutto in «uno spazio geografico limitato»). A cosa mira il riconoscimento come "area di crisi complessa"? E' il «presupposto essenziale» – sottolinea la Regione – per «rendere efficaci i progetti di riqualificazione e riconversione industriale che, peraltro, la Regione ha già messo in campo». Nel mirino anche le conseguenze di essere stati individuati come siti di bonifica (Sin) che crea «forti limitazioni negli interventi nel breve periodo e rende necessari interventi a livello nazionale». «A oggi – spiega l’assessore Simoncini – non ci sono segnali di inversione di tendenza in questi due settori, che sono fra l'altro anche direttamente collegati. Da qui la richiesta di riconoscimento di aree di crisi complessa, che se ottenuta potrebbe attivare sul territorio risorse nazionali per progetti di reindustrializzazione e riconversione produttiva. Al tempo stesso, con questa candidatura, intendiamo spronare il governo a mettere in campo politiche industriali forti a sostegno di due settori strategici come la siderurgia e l'automotive».


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