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Il Tirreno Livorno - «Livorno capoluogo No a intese diverse »
DOCUMENTO DEL CONSIGLIO
LIVORNO «No alla discussione sui criteri, sì a quella nel merito dei servizi«. È quanto afferma il vicesindaco Bruno Picchi in prima commissione consiliare, in relazione all'ormai nota questione su quale città, tra Livorno e Pisa, debba essere il capoluogo della futura provincia. Ieri mattina a Palazzo civico i consiglieri hanno esaminato una bozza di documento, presentato dal vicesindaco, con il quale l'amministrazione inviterà gli organi competenti ad attenersi alla norma per l'individuazione del capoluogo. Il documento approderà domani in consiglio comunale, e dopo un approfondimento (cominciato già ieri con i primi suggerimenti dei rappresentanti politici) sarà approvato all'unanimità, per ribadire la volontà del Comune di Livorno. Alcuni consiglieri sottolineano però il ritardo del testo, presentato quando la polemica sul primato di Livorno o Pisa pare destinata a eclissarsi. Nei giorni scorsi è infatti arrivata la conferma del governo: nessuna deroga, la norma sul capoluogo non si discute. Il documento è stato inoltre giudicato di non facile comprensione. Di questo avviso Tamburini e Russo (Pdl), Lamberti (Confronto), Del Lucchese (Idv), Giannini (Sel), Bartimmo (Fds), Capuozzo (Udc) e Cannito (Città Diversa). Dal testo, a loro giudizio, non emergerebbe chiaramente il fatto che il capoluogo di provincia debba essere necessariamente Livorno. Altra preoccupazione riguarda quel "salvo il caso di diverso accordo", contenuto nel comma 4-bis dell'articolo 17 del decreto sulla Spending Review, che lascerebbe una porta aperta ad altre possibili soluzioni. Gulì (Pd) rivendica invece la bontà dell'azione amministrativa. Sulla stessa linea Picchi: «Il ritardo non è dovuto alla negligenza ma alla necessità di aspettare notizie certe in materia. Il criterio per l'assegnazione della provincia oggi è chiaro e oggettivo. Ora concentriamoci piuttosto sulle funzioni e sui servizi del nuovo ente, al fine di garantirli al meglio con il nuovo assetto». Il documento, come assicurato dal vicesindaco, accoglierà comunque i suggerimenti dei consiglieri. Il campo sarà sgombrato anche dall'ultimo dubbio: dopo la certezza dei criteri, sarà ribadita pure l'impossibilità di trovare un accordo o una deroga alla normativa. C'è, insomma, un'unica soluzione: Livorno deve essere il capoluogo di provincia. Giorgio Carlini
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