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La Nazione Rosignano - «Niente tagli, accetteremo solo una riorganizzazione»

 

ROSIGNANO UNA SETTIMANA CRUCIALE PER LA SOLVAY
Baldini della «rsu»: «Dopodomani il vertice con l’azienda»
di CINZIA GORLA


— ROSIGNANO —
«SARà UN INCONTRO in cui riprenderemo la questione della riorganizzazione del personale, per capire meglio qual è la proposta, quali sono le intenzioni dell’azienda. Per quanto riguarda le nove persone della sodiera non è stato ancora stabilito niente». L’incontro con i vertici Solvay, seconda «manche» di quello che si è tenuto giovedì scorso, le «rsu» coordinate da Marco Baldini lo avranno dopodomani pomeriggio, giovedì. Un incontro in cui in primis si parlerà della redistribuzione di nove persone, su un centinaio di addetti, di cui 70 turnisti, di una sodiera che ha ricevuto sì il colpo di grazia dalla crisi idrica, ma che stava già lavorando sotto guadagno da inizio anno per la ridotta domanda di mercato. In mezzo alla situazione il lago di Santa Luce, nato negli anni ’60 come bacino idrico Solvay, diventato con la colonizzazione di molte specie una riserva naturale e il cui prosciugamento ha determinato il recente disastro con un’ecatombe di pesci.
UN SECONDO incontro quello di giovedì 19 tra «rsu» e vertici Solvay a cui, ci dice Baldini, farà seguito l’assemblea dei lavoratori, potrebbe essere venerdì o a inizio settimana prossima. Un incontro che potrebbe avere sul tavolo non solo le nove unità della sodiera, ma altre cinquanta trasversali in via Piave, secondo voci molto insistenti di cui vi abbiamo raccontato. «Per quanto riguarda le voci di cui lei parla — dice Baldini — c’è un obiettivo di riorganizzazione generale. Se questa riorganizzazione si trasformerà in tagli futuri? Può darsi, ma su questo non si è ancora discusso. Certo se c’è un progetto di riorganizzazione per consolidare e rilanciare noi siamo d’accordo, altrimenti no. Intanto pensiamo alla sodiera».
ALLORA. La sodiera marcia ai minimi storici, 1.100 tonnellate nelle 24 ore contro le 1.800-2.000 pre-emergenza idrica, quanto chiede il mercato, al di sotto delle 2.400 tonnellate soglia da cui parte il guadagno. Per quanto concerne la cinquantina di posti a rischio, laddove in futuro ci fossero tagli, sarebbero i primi della multinazionale a cui è legata la storia di un’intera cittadina. Finora il personale è stato ridotto non sostituendo tutti i pensionamenti, circa un’ottantina di dipendenti in meno negli ultimi tre anni. Anno molto travagliato questo 2012 in casa Solvay. Ricordiamo la questione Ponteginori, in 23 in cassa integrazione straordinaria per l’inibizione della concessione Volterra. Cassa integrazione sospesa a maggio con il rinnovo di Cecina e Poppiano da parte della Regione.


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