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Il Tirreno Piombino - Magona, più fiato con l'antidumping sui prodotti cinesi

 

L’Europa approva un dazio del 40% sulle importazioni Il provvedimento può far crescere i clienti dell’azienda
 
SIDERURGIA»ALLA RICERCA DI UN FUTURO
 
di Giorgio Pasquinucci PIOMBINO Sindacati e azienda danno un giudizio positivo dell’incontro sui problemi della Magona che si svolto lunedì a Roma tra il sindaco Gianni Anselmi, l’assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini e il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti. A fuoco è stato messo soprattutto il problema dell’energia, che pesa per 11 milioni all’anno sui costi di produzione dello stabilimento piombinese. I profili che erano stati preparati in vista del decreto del governo avrebbero infatti escluso Magona dalle aziende destinatarie degli sgravi sui costi energetici. L’impegno del governo è dunque quello di riscrivere la bozza del decreto per andare incontro anche ai problemi evidenziata della Magona. Ma il dibattito del giorno dopo si concentra anche sul carattere “temporaneo” dei provvedimenti presi da Arcelor Mittal per Magona. La definizione usata da Robrecht Himpe durante l’incontro al ministero, infatti, tranquillizza solo parzialmente i sindacati, che si domandano soprattutto cosa c’è dietro quel temporaneo, che per il momento significa lo stop del laminatoio e del decapaggio per gli ultimi tre mesi dell’anno, con un esubero di personale da gestire di circa 250 unità. «La nostra proposta – commenta a questo proposito Claudio Valacchi, coordinatore Fiom nella Rsu – è quella dei contratti di solidarietà, piuttosto che della cig». Notizie positive per Magona arrivano intanto dalla Ue. A grande maggioranza la Commissione europea ha infatti approvato la proposta il 6 settembre di un provvedimento anti dumping sui prodotti prevernicianti cinesi. La proposta avanzata anche da Arcelor Mittal, per l’Italia è stata sostenuta dal Federacciai. Il provvedimento scatterà il 20 settembre. Ed anche se dovrà essere ratificato entro il marzo 2013, già rappresenta un aumento del 40% sui costi delle aziende che importeranno dalla Cina. Considerando che difficilmente i Paesi che hanno appoggiato il provvedimento cambieranno idea, gli importatori potrebbero essere costretti a pagare dopo il marzo 2013 il dazio per i mesi arretrati. Tutto questo potrebbe far crescere il portafoglio clienti di Magona, anche se gli effetti si faranno misurabili solo tra qualche mese. Resta invece aperto il problema delle importazioni di coils cinesi trattati con cromo esavalente, il cui utilizzo è proibito nell’industria degli elettrodomestici, che avrà comunque tempo entro il 2015 per adeguarsi. Il sindacato intanto si avvia alla trattativa sugli esuberi con un punto fermo. «Per noi – afferma Valacchi – è di fondamentale, anche per il significato generale, il ricorso ai contratti di solidarietà».


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