Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

La Nazione Piombino - Domenica - Cave, «La giunta non muove in dito»

 

CAMPIGLIA PROTESTA DEL «COMUNE DEI CITTADINI» DOPO IL Sì DELLA REGIONE
Tempi ristretti per presentare i ricorsi
Disattesa da un mese e mezzo la richiesta di convocare il consiglio


— CAMPIGLIA —
LA RICHIESTA è perentoria e, dopo quasi un mese e mezzo di attesa, in qualche modo la giustifica. Si domanda il gruppo consiliare di minoranza del Comune dei cittadini: «Da che parte sta realmente l’amministrazione; intende ancora far rispettare il suo diritto a governare il proprio territorio o invece, in accordo con la Regione Toscana, accetta supinamente decisioni in contrasto con le scelte che essa ha compiuto?». Il problema è quello della coltivazione a cielo aperto delle miniere di Botro ai Marmi e Montorsi per le quali, in contrasto con la volontà dell’ente locale, il due luglio scorso la Regione ha autorizzato un progetto della Sales e della Minerali Industriali per l‘estrazione, fino al 2017, di 3milioni e 370mila metri cubi di materiali su un terreno collinare di circa 38 ettari.
DISPUTE, contrasti, divisioni e manifestazioni delle maestranze hanno avuto dall’autunno scorso un punto di riferimento in un ordine del giorno votato all’unanimità nel consiglio comunale di Campiglia. Un documento dall’interpretazione inequivoca che impegnava la Giunta ad aprire una discussione sul futuro delle attività estrattive con il duplice obiettivo di garantire l’occupazione e promuovere la riconversione delle cave e delle miniere nel rispetto delle scelte compiute con il Piano strutturale approvato nel 2007 dal Comune, dalla Provincia e dalla Regione.
UN PIANO, detto per inciso, che sul tema lascia poco spazio ad interpretazioni: «Obiettivo generale – si può leggere - è diminuire le esternalità negative delle attività di cava e di miniera sulla principale funzione della presente Utoe, ovvero la tutela e il godimento dei valori naturali, delle bellezze paesaggistiche e delle testimonianze storico-archeologiche» Di fatto maggioranze e minoranze indicavano con la loro presa di posizione del 27 settembre 2011 un stop all’attività estrattiva con l’indicazione di impiegare il personale nell’attività di recupero ambientale.
E’ ACCADUTO, però, che nell’emergenza di una decisione adottata sotto la spada di Damocle di perdere posti di lavoro, la Regione ha completamente disatteso la volontà del Comune e ha approvato la richiesta delle aziende di continuare l’attività mineraria. Un atto bollato dal capogruppo del Comune dei Cittadini, Massimo Zucconi: «È stato ignorato, nel più totale disprezzo, il ruolo del Consiglio Comunale». Chi, anche oltre al Comune di cittadini, ha sostenuto l’esigenza di porre un freno alle estrazioni, considera la nuova concessione un colpo grave alla più volte sbandierata esigenza della riconversione del territorio a parco.
«NON AVREMO più parco – dice Zucconi – ma un distretto toscano delle cave e delle miniere, in barba a tutti i discorsi sulla riconversione produttiva e sulla vocazione turistica del Comune in base alla quale è stata addirittura imposta una tassa di soggiorno».
E ORMAI siamo alla porta con i sassi. Infatti il Comune dei Cittadini già il 25 luglio ha presentato un ordine del giorno da inserire nella prossima seduta del consiglio perché ci si esprimesse sul sì della Regione e soprattutto si valutassero se esistono i presupposti per un ricorso contro le decisioni della stessa Regione, i cui termini scadono l’11 settembre, cioè tra pochi giorni. E’ accaduto che a distanza di quasi un mese e mezzo il Consiglio comunale non sia stato mai convocato impedendo, fino ad ora, qualsiasi pronunciamento e qualsiasi azione.


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

Aziende che si occupano di

Formazione

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP