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La Nazione Livorno - Ambiente 200 cittadini firmano la petizione depositata in comune

 

«Non vogliamo la Lonzi Metalli nel sito di Puntone del Vallino»
di MONICA DOLCIOTTI


— LIVORNO —
UNA PETIZIONE è stata depositata il 17 agosto in Comune ed è stata firmata da 200 tra cittadini e imprenditori della zona Cisternino. La petizione — dicono dal Comune — appare un po’ sovra firmata rispetto ai reali residenti della zona, ma chiede che «non sia realizzato il polo dei rifiuti a Puntone del Vallino, dove dovrebbero traslocare la ditta Lonzi Metalli ed altri impinati che trattano rifiuti, in quanto siamo ai confini del parco del Cisternino (sito protetto e tutelato)». I firmatari aggiungono: «Siamo circondati già da attività impattanti: la discarica di Vallin dell’Aquila, l’inceneritore e la raffineria». Alcuni dei firmatari della petizione intanto hanno preso contatto con Città Diversa per avere un incontro con il capogruppo Marco Cannito che da tempo è impegnato sul fronte ambientale al fianco dei comitati e dei cittadini che chiedono la delocalizzazione degli impianti inquinanti. Cannito ha accettato l’invito e dichiara: «Non si vengano a creare anche questa volta i presupposti perché i cittadini si organizzino in comitato innescando ancora una volta la lotta contro le imprese che hanno diritto di lavorare. Ma da tempo abbiamo proposto, e non riusciamo a capire perché non va avanti, un accordo tra Livorno e Collesalvetti per usare la piattafforma del Biscottino, ed altre aree disponibili, per delocalizzare le attività che si occupano di smaltire e riciclare rifiuti». Ne approfitta poi per lanciare un messaggio al «palazzo» che sovente lo accusa di strumentalizzare le questioni: «Le situazioni di scontro con i cittadini sono create dall’incapacità di questa giunta comunale a governare la città. Noi non facciamo altro che raccogliere il grido di dolore dei cittadini». Di qui l’invito «alla classe di governo di cambiare marcia se non vuole che i cittadini accorrano da noi chiedendo aiuto».
E’ STATO REVOCATO ieri il divieto di consumare e vendere ortaggi coltivati nei terreni circostanti la Lonzi Metalli. Fu emanata un’ordinanza dal Comune il 27 luglio in conseguenza dedell’incendio divampato all’interno della Lonzi e della contaminazione da diossina riscontrata sugli ortaggi dopo rilievi di Arpat. Sono inoltre stati distrutti, come prescritto, i prodotti raccolti in zona per tutta la durata del divieto.


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