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Il Tirreno Piombino - Sabato - Rifiuti, all'Asiu il passaporto per il Sud

 

Ato costa dà il via libera al passaggio dei comuni della Val di Cornia nell’area dI bacino di Arezzo, Siena e Grosseto
 
IL CASO»DIVORZIO CON PISA E LIVORNO
 
 
di Giorgio Pasquinucci PIOMBINO Lo spostamento degli interessi politici e amministrativi piombinesi verso la Toscana meridionale, dopo la costituzione della Tiemme, sta avendo un nuovo impulso. L’Ato costa rifiuti infatti, pur confermano alcuni rilievi tecnici, ha espresso un parere positivo al passaggio dei Comuni della Val di Cornia all’Ato sud che comprende le attuali province (destinate ad unificarsi) di Arezzo, Siena e Grosseto. Un fatto che supera anche le preoccupazioni sui ritardi espresse proprio in questi giorni dal consigliere di Uniti per Suvereto Giuliano Parodi. La richiesta era stata avanzata con una delibera approvata in tutti i Comuni della zona, Castagneto compreso, nel dicembre dell’anno scorso. Non poche tuttavia sono state le resistenze politiche, a cominciare da quelle del commissario straordinario dell’Ato costa Marco Filippeschi, sindaco di Pisa, e del sindaco di Livorno Paolo Cosimi. Non sono tuttavia ragioni di campanilismo politico quelle che hanno portato l’Asiu, e di conseguenza i Comuni, a scegliere di convergere nell’Ato sud. La legge regionale impone infatti che sia una sola azienda nell’ambito dello stesso bacino a gestire la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. L’Asiu non ha mai nascosto l’intenzione di candidarsi e, insieme alla cecinese Rea, alla pisana Geofor e alla Belvedere di Peccioli, aveva proposto la costituzione di un’Ati per partecipare al bando di gara dell’Ato costa. La decisione è invece stata quella di costituire una new.co con la partecipazione al 40% di un privato. «Abbiamo subito avanzato delle richieste di chiarimenti sulla ripartizione dei debiti pregressi delle aziende, sul conferimento degli impianti e sui livelli tariffari, che semmai devono essere abbassati e non alzati. Risposte che tuttavia non sono state mai date». Sul fronte opposto, quello dell’Ato sud, la scelta è stata invece diversa. È stata subito bandita una gara accessibile sia ad aziende pubbliche che private. Se l’è aggiudicata la Progetto 6, l’associazione d’impresa costituita dalle aziende pubbliche operano nelle tre province, in assenza delle offerte dei privati. La convenienza dell’Asiu di convergere nella Progetto 6 è ancora Fulvio Murzi a spiegarla. «Ogni azienda manterrà prima di tutti i propri crediti e debiti pregressi, non è richiesti il conferimento degli impianti, la governance sarà pubblica visto che nella società c’è solo una piccola componente di azionariato privato e, fatto determinate, ciascuno manterrà le proprie tariffe. Inoltre sarà mantenuto l’insediamento locale, cui i cittadini potranno rivolgersi come adesso». All’Asiu, che potrebbe cambiare nome, resteranno gli impianti per la produzione del conglomix e la gestione di tutti gli altri progetti che non riguardano i rifiuti urbani. Ottenere dopo nove mesi il parere positivo dell’Ato costa alla riperimetrazione della zona di competenza non è stato affatto semplice. Molte le pressioni e le discussioni. Infine, anche se a collo torto il via libera, che dovrà esser confermato dalle Province e dalla Regione. Non può sfuggire, comunque, il significato politico che l’adesione all’Ato sud può avere anche sulla vicenda delle nuove province, considerato che la preferenza del sindaco Anselmi e quella di alcuni dei sui colleghi della Val di Cornia per l’area Sud si regge proprio sulle esperienze maturate nella gestione dei servizi.


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