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La Nazione Livorno - L'elezione la Compagnia non segue il diktat di via Donnini

 

Pieno di voti per Raugei
Al ballottaggio gli altri membri del consiglio uscente
di ANTONIO FULVI


— LIVORNO —
E ALLA FINE la supposta montagna della rivoluzione in Compagnia portuali h partorito un topolino. Nel senso che malgrado l’aperto «niet» del Pd alla riconferma dell’uscente Enzo Raugei, i portuali l’hanno invece votato a piene mani, 224 suffragi su 397 voti validi. Premettiamo che le cifre sono provvisorie perché i conteggi ufficiali sono finiti a tarda ora: ma quelle definitive potranno spostare poco. Raugei è l’unico riconfermato al primo turno, mentre tutti gli altri andranno necessariamente al ballottaggio. E anche questo è significativo. Volendo interpetrare il voto in chiave politica — cosa che gli stessi portuali ieri sera tentavano di smentire — Raugei è stato riconfermato proprio «contro» l’indicazione di un Pd che sulle recenti problematiche — più che pesanti — della Compagnia portuali si è impegnato poco o niente. O almeno, ha dato questa impressione. Anche i vari appelli ufficiali lanciati come proclami anti-Raugei nelle sezioni, alla fine sembrano aver portato acqua al mulino del presidente uscente. E dei suoi uomini, visto che il ballottaggio si terrà tra Marco Dalli (uno del consiglio uscente) Fulvio Franchini (anch’egli uscente), Stefano Piccini che già altre volte ha sfiorato l’elezione e il giovane Alex Lupi, uno dei pochissimi volti nuovi della competizione.
I VOTI DEI SUDDETTI quattro sono indicativi: Dalli ne ha presi circa 180, Franchini circa 124, Piccini 82 e Lupi 69. Non si può certo dire che coloro i quali dovevano rappresentare il nuovo che avanza abbiano raccolto grande fiducia; ma forse nei prossimi giorni ce lo spiegheranno in maniera diversa. Forse i portuali hanno voluto dire che della politica si sono davvero stufati. Della serie: meglio un male che conosciamo, che ci ha chiesto fiducia e che s’è impegnato per quello che ha saputo e potuto fare — Raugei, Dalli e Franchini — piuttosto che l’ennesima catarsi chiesta dal Pd, e peraltro spiegata poco e male. Adesso i portuali dovranno tornare al voto nel ballottaggio: che potrebbe ovviamente cambiare qualcosa per i due posti rimanenti in consiglio. Ma bisogna capire se e come la politica tornerà a esporsi. Due brutte figure sarebbero peggio di una. E poi tutti sanno che il nuovo consiglio conterà molto meno: si attendono semmai notizie su chi amministrerà davvero da domani in poi. Della serie Bruschini & c.


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