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La Nazione Piombino - Sabato - La siderurgia si ferma in agosto
PIOMBINO LE PREOCCUPAZIONI DI MIRKO LAMI, COORDINATORE RSU FIOM LUCCHINI
«Altoforno, a rischio la ripartenza»
— PIOMBINO —
IN AGOSTO fabbriche ed indotto a Piombino si fermeranno. Si conferma un’estate molto difficile. È il coordinatore Rsu Fiom Lucchini Mirko Lami denuncia il rischio di una non ripartenza dell’altoforno per il prolungato stop di quattro settimane e si domanda che fine abbia fatto il piano industriale Lucchini. «La situazione è complessa e preoccupante. Fino a giovedì mattina si sapeva che ci sarebbe stata una fermata estiva di qualche giorno per l’Afo, che si sarebbero fatte delle manutenzioni – spiega Lami - poi c’è stato detto che per essere sicuri di fare i lavori in tempo avrebbero dovuto fare un’altra fermata prima del 5 agosto e giovedì la doccia fredda. C’è stato detto che l’Afo si ferma 4 settimane a causa del calo del prezzo del rottame, che in questa fase dà la possibilità ai cicli elettrici di farla da padrona. Credo però che le altre aziende siderurgiche acquisteranno rottame, lo metteranno in cascina. Noi no, non saremo in grado di farlo».
E SULLA fermata di agosto. «Avremo un agosto con tutte le aziende del comprensorio, e non solo metalmeccaniche, chiuse. Uno scenario in cui tutte le fabbriche e le imprese sono ferme. E questo è un punto, l’altro aspetto preoccupante è che con la fermata dell’altoforno, si va a fermare il cuore della fabbrica. Noi come sindacato responsabile, sapendo delle condizioni di quel reparto, siamo andati a dire ai lavoratori il 1° maggio di lavorare. Abbiamo chiesto un grande sacrificio. Oggi ci viene detto che bisogna fermarsi quattro settimane. È un reparto “anziano” e fermarlo tutto questo periodo, facendo un minimo di manutenzione potrebbe essere rischioso; l’azienda ha garantito la ripartenza, ma nessuno lo può sapere – incalza Lami - o se invece non riparte perchè la temperatura si è abbassata tanto, cosa si fa? Servirebbe a quel punto un’operazione molto costosa. Togliere la ghisa fredda e poi ricostruire il refrattario. L’ad si è presentato un mese fa e ha dato delle direttive. Spero che le porti in fondo. Per adesso una cosa l’ho vista: che è stato deciso di fermare l’Afo».
L’11 LO sciopero e il 17 a Roma. «Faremo uno sciopero con assemblea per spiegare la situazione ai lavoratori. Il 17 saremo a Roma al ministero, l’incontro c’è stato finalmente dato. Questa fabbrica ha necessità di un acquirente, comprendiamo la difficoltà del momento, ma questo stabilimento ha alcune marce in più. La Mittal ha chiuso 9 Afo, nessuno era sul mare. Questa è una marcia in più. L’altra, rispetto agli stabilimenti tedeschi, austriaci, è che ha il personale che costa la metà. Mi aspetto che il ministero prenda le redini in mano e che dia la possibilità ad un imprenditore di poter rendere appetibile lo stabilimento di Piombino e faccia luce su un piano industriale che è stato asseverato e basta. Se ci sono stati problemi che emerga, vogliamo capire se quello che è stato firmato può essere portato avanti o no».
Maila Papi
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