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La Nazione Livorno - Sabato - Compagnia verso il voto: retroscena

 

Raugei e il consiglio direttivo uscente potrebbero avere delle sorprese
di ANTONIO FULVI


— LIVORNO —
TEMPI STRETTI ormai per il nuovo confronto elettorale nella Compagnia lavoratori portuali. Giovedì prossimo si terrà la nuova assemblea che dovrà stabilire le modalità della tornata elettorale, già fissata — sia pure non ancora ufficialmente — per lunedì 16 e martedì 17. Se la parte procedurale sta impegnando l’organizzazione gli stessi indacati, la «campagna elettorale» per il nuovo vertice della Compagnia è altrettanto serrata. Con qualche novità di rilievo. La prima è che non viene dato affatto per scontato che il consiglio direttivo uscente, che aveva rassegnato le dimissioni nell’ultima assemblea ma ricandidandosi immediatamente per la conferma, torni in sella senza cambiamenti. Gira voce infatti che anche su suggerimento del «commissario» Bruschini, il nuovo consiglio verrebbe ridotto drasticamente a soli tre elementi: un presidente e due vice o consiglieri delegati. C’è anche chi parla di un paso indietro di Enzo Raugei, vicino al pensionamento: ma si tratta per adesso di voce non confermata, e comunque in contrasto con l’auto-ricandidatura di pochi giorni fa. Sui nomi naturalmente è bagarre. Tra i più gettonati per la riconferma c i sarebbero Dalli, Colombai e Franchini: ma vengono avanti anche nomi nuovi, o comunque sostenuti da gruppi di giovani, come quelli di Becchere e di Stefano Piccini, entrambi con alcune importanti comparsate anche nelle ultime assemblee sulla crisi della compagnia. Più che sui nomi, si dicute però sui temi della «svolta gestionale» che sembra sempre più indispensabile per salvare la compagnia dal profondo rosso.
LA CURA lacrime & sangue sulle retribuzioni, che ha portato ad accettare il taglio del 30% degli emolumenti, da sola non è sufficiente. E un po’ tutti i compagna sono consapevoli che a settembre si riproporranno i prob lemi del rosso. Bruschini da parte sua non intende entrare nelle problematiche «politiche» della gestione ma vuole chiarezza di programmi sul piano dei costi e ricavi. Così viene confermata la trattativa per la vendita della parte immobiliare dell’autoparco del Faldo (anche il socio Koelliker sembra disponibile a vendere la sua quota del 40% dell’immobiliare ma intende mantenere totalmente — e semmai incrementare — tutta la parte logistica dell’autoporto, che ha appena conquistato le Fiat/Chrysler in arrivo dal nord America): ma viene anche confermata la necessità di modificare radicalmente il modello gestionale della Compagnia, rivisitando ulteriormente l’organizzazione interna e puntando a una vera redditività del lavoro in banchina. Quella che in sostanza dovrebbe essere una rivoluzione sia gestionale sia culturale, impegnando i lavoratori a dare di più e a pretendere di meno. Tra i nodi da sciogliere anche quelli del «Livorno Reefer», il grande centro per i prodotti ortofrutticoli che è arrivato tardi e nel momento più duro per certi traffici, dei prodotti forestali — che invece stanno aumentando e che i vertici uscenti della Compagnia hanno molto curato — e di altri traffici «spot» che dovranno avere l’opportuna collocazione sia come aree portuali che come banchine.


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