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Il Tirreno - Domenica - Voglio prestare soldi ma solo a chi è già ricco
Il mercato è in flessione, da banche e società finanziarie un mare di proposte Ma la situazione rende tutto più difficile: respinte la metà delle domande
credito»I SEGNI DELLA CRISI
di Stefano Bartoli «Guardi, la stavo cercando per proporle un prestito. Il tasso è abbastanza buono, basta che ci venga a trovare e dopo pochi giorni i soldi saranno sul suo conto. Perché proprio lei? Sa, stiamo proponendo finanziamenti ai nostri clienti più affidabili...». Scampoli di una conversazione realmente avvenuta con un istituto bancario e, per certi versi, piuttosto ricorrente. Una proposta che va di pari passo con valanga di mail, biglietti sulle auto e nelle cassette postali, lettere-contratto con calcoli già pronti. Insomma, potremmo davvero dire “AAA Cercasi cliente a cui prestare dei soldi”, quasi un paradosso in questa situazione di crisi dove molti (ad esempio le imprese, come spieghiamo in altra parte della pagina) non riescono ad ottenere credito. Sì, perché in sostanza siamo davanti a questa situazione: chi ha buone possibilità economiche e quindi meno bisogno non sembra incontrare grandi problemi nell’ottenere somme consistenti, anche e soprattutto perché banche e società finanziarie devono far rendere il denaro stipato nei loro forzieri; tutti gli altri, dai titolari di stipendi troppo bassi all’apprendista che vorrebbe aprire una propri attività, si vedono rifiutare sistematicamente ogni opportunità. Un’offerta tira l’altra. «Stiamo parlando di un mercato che è in calo già dal 2009 - spiega Stefano Martini, responsabile comunicazione e corporate di Findomestic, una delle più grandi società finanziarie nazionali, la cui sede è a Firenze - e questo perché il credito al consumo va di pari passo con la crisi economica. La nostra azienda è adesso in incremento di fatturato, ma il mercato è chiaramente in difficoltà, cosa che spiega anche il proliferare delle offerte. Comunque, un conto è cercare clienti, un altro è dare i soldi a tutti, un atteggiamento che crea danni all’azienda, ma anche ai clienti. In sostanza, se qualcuno non rimborsa le rate ci rimette sia chi ha prestato, sia chi ha ricevuto. Per quanto ci riguarda, per pubblicizzare le nostre offerte ci muoviamo comunque su molti canali: la pubblicità sui giornali, in televisione, su Internet ed il direct marketing, cioè le proposte dirette». «Il tutto - aggiunge Martini - a tassi che devono tenere conto di una concorrenza agguerrita e di una necessità di trasparenza che vede come unico indicatore utile il Taeg, cioè il Tasso annuo effettivo globale, percentuale che comprende tutti i costi. Un esempio? Per 14mila euro restituibili in 84 rate mensili da 220 euro, la spesa complessiva (il Taeg, appunto) è ora dell’8,88 per cento». Caccia al cliente “buono”. Nessuno comunque nega di cercare essenzialmente il cliente “affidabile”, quello da cui si ha la certezza di riavere i soldi, sistema che però esclude ad esempio un giovane che si vuole cimentare nell’avvio (il cosiddetto start-up), di un’impresa o di un negozio. Il Banco Popolare, struttura a cui fanno capo importanti istituti di credito del territorio come la Cassa di risparmio di Lucca, Pisa e Livorno, spiega che «da tempo è stato tempo messo a punto un sistema di call center che contatta gruppi di clienti selezionati secondo modalità variabili (a campione) per presentare i nuovi prodotti bancari. Fra questi anche i finanziamenti che la banca mette a disposizione attraverso i prodotti di Agos Ducato. Riteniamo che queste forme di finanziamento costituiscano da un lato un'opportunità per andare incontro alle esigenze delle famiglie che, insieme alle piccole imprese, rappresentano il nostro target di riferimento, favorendo dunque quella ripresa dei consumi che gli economisti considerano un viatico per il superamento della crisi». Il Banco Popolare rivendica anche la disponibilità per il sostegno alle imprese «ed in particolare alle start-up, soprattutto le micro-imprese commerciali e artigiane: la Cassa di risparmio di Lucca, Pisa e Livorno è da sempre disponibile a sostenere le iniziative dell'imprenditoria del territorio anche attraverso protocolli sottoscritti con le categorie economiche». Tanti rifiuti. Resta comunque alto, nonostante la grande offerta, il numero delle domande di prestito respinte. Come spiega Roberto Anedda, direttore marketing di Prestini Online, broker e comparatore delle principali richieste di prestito, il mercato nazionale è in contrazione di almeno il dieci per cento, «ma le maglie per ottenere un prestito - sottolinea - sono comunque più strette. Le domande respinte (vedi anche tabella, ndr) sono intorno al 43 per cento sia in Italia che in Toscana per quanto riguarda i prestiti personali, mentre invece per quelli finalizzati ci si ferma intorno al 16. Soldi, questi ultimi, vengono utilizzati soprattutto per auto ed elettrodomestici».
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