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La Nazione-Una vera «guerra tra poveri» sulle banchine.

 

I lavoratori di Unicoop hanno bloccato le operazioni di sbarco dell’Eurocargo Ravenna
— LIVORNO —
DURISSIMA, quasi una dichiarazione di guerra: così la reazione sindacale alla delibera dell’Autorità portuale che autorizza la Seatrag a operare sulle navi ro/ro di Grimaldi. E ieri, in un clima sempre più arroventato, i lavoratori di Unicoop - che il lavoro di Grimaldi l’hanno perso - hanno prima bloccato le operazioni di sbarco sulla nave di Grimaldi, l’Eurocargo Ravenna attraccato alla banchina di Seatrag; e successivamente hanno ottenuto il blocco totale di tutte le operazioni portuali sulle merci. In pratica in porto hanno operato solo i traghetti e le navi passeggeri da crociera. La Filt-Cgil, che ha coordinato la protesta, ha accusato l’Autorità portuale di aver innescato una guerra tra poveri “spezzettando” il lavoro in banchina “con una scelta autoritaria “ che non ha avuto alcuna mediazione attraverso il sindacato. Simone Angella, responsabile di Filt-Cgil, ha sottolineato in una nota rilasciata alla stampa che la stessa delibera del comitato portuale è stata inopportuna, con solo la metà dei presenti in comitato (come abbiamo scritto ieri anche il sindaco e il presidente della Pro incia non si sono presentati, avendo chiesto a Gallanti dci rinviare la decisione).
DA PARTA sua l’Autorità portuale aveva già fatto sapere nei giorni scorsi che avrebbe applicato la legge, autorizzando la Seatrag in quanto titolare del lavoro di Grimaldi. Dal primo pomeriggio, mentre sull’Eurocargo Ravenna anche una dozzina di autisti chiedevano con crescente nervosismo di poter sbarcare e riprendere il proprio itinerario, si è avviato un confronto a Palazzo Rosciano tra il segretario generale dell’Authority Massimo Provinciali e i rappresentanti sindacali del porto. Un confronto serrato, che è andato avanti per ore mentre il porto continuava ad essere bloccato- sia pure con riflessi abbastanza modesti essendoci poche navi commerciali- malgrado l’intervento degli agenti della Digos chiamati dalla Capitaneria di porto per evitare che la protesta degenerasse. Le conseguenze più pesanti sono state proprio per Eurocargo Ravenna che avrebbe dovuto mollare gli ormeggi alle 18 e che invece fino in tarda serata è rimasto in banchina. Fino a tarda ora non era stato trovato alcun accordo e alle 20 il sindacato ha prolungato lo sciopero fino a tutto il turno notturno, cioè alle 2. Da parte sua il segretario generale dell’Authority ha presentato alcune proposte di mediazione tra le parti in causa che in tarda serata erano ancora all’esame di Unicoop e Seatrag.
A.F.


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