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La Nazione Livorno - Lucchini e Magona diventano casi nazionali

 

PIOMBINO INTERVENTO DI LANDINI, SEGRETARIO NAZIONALE FIOM
ogggi l’assessore Simoncini sarà al ministero dello sviluppo



— PIOMBINO —
«LA DIFESA del sito siderurgico di Piombino non è un fatto locale». A dichiararlo è il segretario nazionale della Fiom Maurizio Landini intervenendo sulla questione Magona e Lucchini. «Si tratta di una questione nazionale, italiana. Deve intervenire il Governo – continua Landini – deve intraprendere una politica industriale. Noi continuiamo a denunciare che interi settori dell’industria italiana sono a rischio ridimensionamento. Le vicende di Piombino quindi non possono essere considerate vertenze locali, e per questo chiediamo garanzie al governo» ha concluso Landini.
E A ROMA oggi c’è l’assessore regionale Gianfranco Simoncini. «Non potrò essere alla manifestazione di Piombino (oggi i lavoratori Magona dalle 9 alle 12 manifesteranno in piazza Gramsci, ndr) ma sarò a Roma negli uffici del ministero dello sviluppo economico e chiederò al governo un impegno diretto per il polo siderurgico di Piombino, in particolare per lo stabilimento della Magona». Ha dichiarato l’assessore alle attività produttive della Toscana, Gianfranco Simoncini. I sindacati hanno infatti lanciato l’allarme: la multinazionale Arcelor Mittal, proprietaria della Magona, sembrerebbe intenzionata o a chiudere lo stabilimento o a venderlo, nel caso ci fosse qualcuno interessato.
«OCCORRE dare prospettive serie ad un polo industriale strategico ed importante non solo per la Toscana ma per l’Italia intera – conclude l’assessore - come Regione continueremo naturalmente a fare la nostra parte, ma è necessario che anche il governo si attivi immediatamente nei confronti di Alcelor Mittal convocando un incontro per verificare le volontà del gruppo e chiedere garanzie sulla continuità produttiva e occupazionale dello stabilimento di Piombino». Alla Magona lavorano in 550, a cui si aggiunge l’indotto: 550 lavoratori già coinvolti dalla cassa integrazione e dai contratti di solidarietà. Tra Lucchini, Magona e Dalmine l’intero polo siderurgico di Piombino dà lavoro a 5000 persone.


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