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Il Tirreno Livorno - Tassa sulla tassa, i terminalisti devono pagare
Concessioni, la Commissione tributaria dà torto agli operatori nonostante lo stop del ministero
di Mauro Zucchelli LIVORNO Dietrofront, vale poco più che carta straccia la circolare interpretativa del ministero in cui si precisava che non è da pagare alla Regione la tassa extra sulle concessioni demaniali: quei quattrini bisogna tirarli fuori, e anche abbastanza alla svelta. La Commissione tributaria regionale ha deciso di respingere al mittente l'atto di opposizione con cui una sfilza di operatori portuali avevano contestato l'avviso spedito da Firenze chiedendo quantomeno la sospensione del pagamento in attesa di un pronunciamento di merito. La notizia è stata confermata anche dal quartier generale della Confindustria. La Regione Toscana aveva mandato a chiedere gli arretrati 2006 di una tassa che nessuno in Italia né paga né ha mai pagato perché l'applicazione è estremamente controversa: si riferisce a una legge del '70 che ne disegna il profilo. Poco importa che a quel tempo fossero a malapena nate le Regioni, poco importa che l'esistenza delle Autorità portuali non fosse neanche stata immaginata. A quanto è dato sapere, la Commissione si sarebbe limitata a dire che una circolare non ha la forza di correggere la legge: principio giuridicamente ineccepibile, è ovvio. Ma allora perché accade che, stando almeno alle informazioni raccolte fra gli imprenditori portuali, (quasi) nessun'altra Regione sia andata a chiedere il pagamento? Risulta che l’abbia fatto solo la Regione Marche, ma lì la sospensiva è arrivata. E' un'altra tegola piomba sulla testa delle imprese del porto: anche perché si tratta di 50mila euro nel caso dei terminal più piccoli, ma per quelli più importanti le cifre si dice siano anche 6-7 volte maggiori. Con tanto di multa e di interessi per una tassa che, ripetono gli operatori, nessuno ha mai chiesto. Gli avvisi di accertamento erano stati spediti praticamente all'antevigilia di Natale, pochi giorni prima formalmente quegli importi contestati venissero cancellati dalla prescrizione generalizzata. Questo lascia immaginare che dagli arretrati 2006 si passi a chiedere tutti gli anni successivi. «Il presidente Gemignani ha chiesto l’intervento dei vertici della Confindustria nazionale – dice Umberto Paoletti, direttore dell’associazione imprenditoriale – perché con una rapida correzione della legge si arrivi là dove il buon senso non è arrivato».
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