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La Nazione Livorno - martedì - Ecco il nuovo «Tpcs»,« grande fratello» delle merci

 

PORTO-INTERPORTO TUTTO A PORTATA DI «CHIP»

— GUASTICCE —
SI CHIAMA TPCS, acronimo di «Tuscan Port Community System» ed è, nella sostanza, un sistema totalmente informatico per monitorare le merci in uscita o in ingresso nel porto di Livorno dall’origine a destinazione. E’ stato presentato all’interporto Vespucci, con una breve introduzione del presidente (uscente) del Vespucci Marco Susini e del segretario generale dell’Autorità portuale Massimo Provinciali. I tecnici del settore sviluppo strategico dell’Authority, diretto da Antonella Querci, hanno illustrato nei dettagli il sistema operativo fino al «sigillo elettronico» che con un apposito «chip» consente già da oggi di avere una scheda aggiornata al minuto sull’ubicazione del container o della partita di merce. Si tratta — è stato riferito nell’incontro — di una vera e propria piattaforma telematica, che consentirà progressivamente di annullare ogni intervento cartaceo sui passaggi di merci in porto, con enorme vantaggio sia per la Dogana sia per gli operatori ad essa connessi.
E IL SISTEMA TPCS dovrebbe anche rispondere alle recenti proteste degli spedizionieri livornesi per il nuovo valzer di uffici della Dogana, previsti di ritorno al palazzo del «televisore» all’ingresso del porto mediceo, assai meno vicino agli operatori dell’ufficio — in chiusura — nel porto industriale. Il sistema prevede tra l’altro un «secure corridor», ovvero un corridoio di sicurezza, tra porto e interporto, connessi tramite il sigillo elettronico e la rete web in modo da evitare ogni controllo fisico e cartaceo. Il sistema è già in funzione e rappresenta una unicità, ad oggi, del nostro porto.
A. F.


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