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Il Giornale - Dossier Toscana - Istituti di Credito troppo prudenti
«Senza il supporto del sistema bancario diviene impossibile per le imprese riavviare il processo di crescita economica».
Le proposte del presidente di Confindustria Livorno, Andrea Gemignani
Renata Gualtieri
Secondo le statistiche presentate nell'ultima edizione del periodico "Audit" in tema di credito, il 45,8% di esse negli ultimi mesi si è rivolta alle banche per finanziamenti a medio - lungo termine, a conferma delle pressanti esigenze di risorse derivanti dall'acuirsi della crisi. «Molte PMI locali si trovano - sottolinea il presidente di Confindustria Livorno Andrea Gemignani - in particolare difficoltà, strette da una domanda interna ancora depressa e da ritardi di pagamento da parte di clienti e committenti».
Quante delle richieste di finanziamento che arrivano alle banche sono state soddisfatte?
«Solo poche aziende sono riuscite a ottenere un sostegno alle proprie richieste da parte del sistema bancario. E le motivazioni dei dinieghi sono allarmanti: si va dalla dichiarata mancanza di liquidità fino a considerare eccessivo il profilo di rischio dell'azienda perché appartenente a taluni settori, come il comparto edile. Circa 2/3 delle imprese non sono riuscite a ottenere dalle banche i finanziamenti richiesti, anche per progetti di investimento e innovazione. Ciò è intollerabile perché senza il supporto del sistema bancario diviene impossibile far ripartire il processo di crescita».
Come giudica il rapporto tra banche e imprese del territorio e come i due soggetti collaborano per lo sviluppo? «Negli ultimi tempi il rapporto tra sistema bancario e imprese ha raggiunto il suo punto più basso di fiducia: gli istituti di credito sono talmente prudenti nelle erogazioni che mutui e leasing sono quasi impossibili da ottenere. Il costo dei finanziamenti è sempre più elevato, quasi raddoppiato nel giro di pochissimi mesi. Per alcuni settori, edilizia su tutti, l'erogazione del credito è praticamente ferma e si verificano spesso revoche o riduzioni dei fidi. Ciò per i pesanti condizionamenti subiti dalle banche a causa delle tensioni di liquidità e del deteriorarsi del merito di credito dello Stato italiano che si è trasferito sul costo della raccolta e poi sugli impieghi, ma anche per il timore di nuove perdite, esplicite o occulte, Spesso il supporto del sistema bancario è insufficiente anche verso imprese che crescono o investono, mentre questo dovrebbe essere il momento di prestare maggior attenzione al processo del credito, innovando gli strumenti di finanziamento e assumendosi responsabilità per capire più in profondità quali imprese hanno un valore vero, che consentirà loro di sopravvivere alla crisi e diventare ì futuri leader di mercato o di nicchia». Con quali iniziative Confindustria Livorno si impegna a migliorare o rafforzare il dialogo tra i due soggetti e ad agevolare in modo significativo l'accesso al credito? «La comunicazione tra aziende e istituti di credito ha un ruolo fondamentale: le imprese in grado di fornire informazioni chiare e trasparenti sui propri conti e sulle strategie future sono meno penalizzate. A questo abbiamo dedicato il "Progetto banche, imprese, università", un programma di aggiornamento biennale rivolto agli associati, realizzato con la collaborazione di alcune banche e la Facoltà di economia dell'Università di Pisa. Tale importante esperienza è stata valorizzata con la recente elaborazione dei "Vademecum banca-impresa. Un nuovo modo di comunicare per generare le condizioni di rilancio", una dispensa di consigli utili a supporto del miglioramento del rapporto banca-impresa, realizzato con la condivisione di tutte le banche aderenti al progetto e il commento dell'università. li vademecum, che abbiamo messo a disposizione di tutte le aziende associate, è una guida per la gestione delle relazioni con gli istituti di credito». Sono in corso o sono previsti accordi tra Confindustria Livorno e istituti di credito del territorio per il sostegno alle PMI livornesi?
«Con l'obiettivo di valorizzare al massimo l'aspetto della comunicazione, abbiamo introdotto un modello innovativo di accordo, messo a punto con la collaborazione tra Confindustria Livorno servizi e la società di consulenza Financial innovations. Condividiamo con le banche un set informativo che individua le notizie necessarie alla banca per conoscere al meglio l'impresa, il business e le prospettive. Le aziende associate che si presentano alla banca per rinnovi o nuove richieste di fido con il fascicolo redatto secondo il modello concordato, hanno risposta alle richieste in un massimo di 30 giorni e una riduzione del 50% delle spese di istruttoria. Oltre al concreto risparmio, avere risposte in tempi brevi e certi è un vantaggio importante perché le risposte tardive, in un momento nel quale la liquidità delle aziende è ridotta al minimo, possono mettere in ginocchio l'impresa. Al momento hanno aderito al nuovo modello di accordo Carìparma e Cassa dì risparmio di San Miniato. Il nostro obiettivo è uniformare tutte le convenzioni bancarie al nuovo modello, offrendo alle imprese un aiuto davvero concreto per favorire l'accesso al credito».
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