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Il Tirreno - Edilizia alle corde, la colpa è anche dei pagamenti lenti
Tra gli imputati la pubblica amministrazione: otto mesi per i soldi alle imprese. In picchiata ordini e posti di lavoro
FIRENZE - Quasi otto mesi per essere pagati. Basta questo dato, relativo al rapporto tra le impresa e la Pubblica amministrazione, per capire a quali difficoltà deve far fronte il settore dell’edilizia, ieri al centro della presentazione dell’indagine congiunturale di Unioncamere e Ance, l’Associazione nazionale dei costruttori edili. «Solo in Toscana - ha detto a questo proposito Alberto Ricci, presidente regionale dell’organizzazione-, considerando i dati pervenuti dagli associati, si parla di ritardi nei pagamenti per oltre 40 milioni di euro». E di conseguenza emerge con forza il problema del patto di stabilità «che ha strangolato il settore, perché a differenza di altri Paesi occidentali che sono andati in deroga per quanto riguarda le opere infrastrutturali, la nostra situazione di finanza non ci permetteva di sforare ripercuotendosi in modo negativo sul finanziamento delle opere pubbliche». Intanto, come è stato spiegato sempre nell’appuntamento di ieri, sono stati persi ben quattordicimila posti di lavoro, con una variazione media del fatturato pari, nel 2011, al -10,2 per cento, con punte del -21,3, fatte registrare dalle province di Siena, Arezzo e Grosseto. Ed un 2012 iniziato per tutti sotto i peggiori auspici, con una perdita netta, soltanto nel primo trimestre dell'anno, di 1.300 imprese attive, il 2,1% del totale toscano, che hanno ufficializzato la cessazione della propria attività, annullando la rispettiva iscrizione ai registri provinciali delle casse edili. Le previsioni per il futuro, contenute all'interno del nuovo rapporto dell’Ance, che ha preso in esame un campione di 205 imprese toscane con almeno 10 addetti, si fanno poi ancora più fosche, con un 44,9% di imprenditori che denuncia un portafoglio ordini che si estende per nove mesi, insufficiente cioè ad una prosecuzione regolare della propria attività. Se una dinamica leggermente migliore appare interessare le imprese di minore dimensione, cioè quelle fino a 49 addetti, che per l'11% del loro totale, hanno visto registrare, nel 2011, un aumento del proprio fatturato, a mettere a segno i risultati migliori, si sono rivelate le imprese operanti nell'edilizia residenziale, su commissione di terzi privati, che al 15,9% hanno fatto registrare, nel corso del 2011, una crescita della propria attività. Estremamente critica, come si diceva, si rivela poi la situazione delle imprese, l'83,3% del totale, che intrattengono rapporti con la pubblica amministrazione: un dato, quello della sistematica negligenza del committente pubblico al rispetto dei termini contrattuale, con il proprio fornitore privato, che continua ad attirare le più aspre critiche da parte degli operatori del mondo dell'edilizia: «Ormai - ha duramente attaccato il presidente di Ance Toscana, Alberto Ricci - si fa in tempo a fallire prima di veder saldati i propri conti con la pubblica amministrazione; se da una parte lo Stato pretende il pagamento puntuale dell'Iva, perfino sull'invenduto, dall'altra noi siamo tenuti a sopportare ritardi esorbitanti, che rischiano di portare l'intero nostro settore al collasso». Massima comprensione a riguardo è stata espressa dall'assessore regionale alle attività produttive Gianfranco Simoncini. «Il rispetto del patto di stabilità interno - ha ricordato Simoncini - ci costringe a non poter spendere risorse che pur abbiamo in cassa; se non arriva una decisione del governo tesa ad allentare tale assurdo vincolo di bilancio, i nostri spazi di manovra, si fanno estremamente ridotti». Gabriele Firmani
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