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Il Tirreno Piombino - Lucchini, protesta sotto la direzione

 

I sindacati: «Fabbrica allo sbando, subito il Cda». Il sindaco ha incontrato gli indiani della Jspl: «Sembrano disponibili»
 
SIDERURGIA»FUTURO APPESO A UN FILO
 
I delegati di Ls pronti a passare alla mobilitazione
 
 
GIANNI Anselmi La siderurgia non esiste se non dentro una filiera che va dal controllo delle materie prime sino alla finitura dei prodotti
STEFANO Ferrini La chiarezza sui vertici è più che mai necessaria. Occorre rendere competitivo lo stabilimento per stimolare gli acquirenti
 
Alla Lucchini servizi le Rsu Daniele Bedendo (Fim Cisl, nella foto), Mauro Macelloni (Fiom) e Luca Menichelli (Uilm) chiedono un incontro urgente alla direzione per affrontare un nodo che stringe tutto lo stabilimento. Quello delle prospettive. Contemporaneeamente le Rsu esprimono piena solidarietà ai coordinatori della Rsu Lucchini e a tutti i lavoratori dello stabilimento e annunciano fin da ora la loro totale disponibilità ad associarsi a qualsiasi iniziativa di mobilitazione che verrà presa per il futuro e per la salvaguardia del polo siderurgico. «Abbiamo sollecitato la Lucchini servizi a fissare un incontro urgente», afferma Bedendo anticipando che se entro la prossima settimana questa convocazione non ci sarà, il sindacato passerà alla mobilitazione. «E’ chiaro - aggiunge il rappresentante della Fim Cisl - che il passaggio preliminare indispensabile per uscire dalla situazione generale, rimane la nomina del nuovo consiglio d’amministrazione».
di Giorgio Pasquinucci wPIOMBINO Improvvisata protesta, ieri mattina, dei lavoratori Lucchini, sotto le finestre della direzione. L’iniziativa è stata decisa nel corso di una partecipata assemblea in corso nella palazzina dell’ex Dup, durante la quale si era sparsa la voce delle presenza di uno dei membri del Cda nella “sala rossa”. Sono a quel punto comparsi i fischietti ed un nutrito gruppo di lavoratori è radunato sotto la portineria centrale. Il segno di un malessere che in fabbrica è sempre più difficile contenere. I lavoratori che un anno fa sono andati a protestare in piazzetta Cuccia a Milano contro le banche, rivendicando la firma dell’accordo sulla ristrutturazione del debito, si aspettavano un po’ d’ossigeno dopo l’omologa del piano nel febbraio scorso. Invece la fabbrica appare in questo momento senza guida: problemi di approvvigionamento del minerale che costringe a continue fermate dell’altoforno, drastica riduzione delle manutenzioni, continui cambi di turni nei reparti. «I lavoratori sono consapevoli delle difficoltà in cui si trova lo stabilimento – afferma uno dei delegati – nei reparti non si lavora più come prima. Siamo sottoposti a continui cambi di turni e dei tempi di vita. L’azienda ha tagliato il 40% delle manutenzioni: se manca un pezzo di ricambio non lo trovi più in magazzino e devi aspettare ore, a volte giorni, prima di ottenerlo». I sindacati insistono sulla richiesta di un rapido rinnovo del Cda e sulla nomina di un nuovo amministratore delegato. Durante la manifestazioni di ieri, in mezzo ai capannelli, circola l’idea di organizzare un’altra manifestazione eclatante che porti il caso Lucchini all’attenzione nazionale. «Andiamo a protestare sotto palazzo Chigi», diceva qualcuno. «No – replicava un altro – meglio protestare contro le banche, sotto la sede della Rothschild». Si avverte tutta la difficoltà di non avere un interlocutore. I sindacati si stanno confrontando con un gruppo di manager che nel giro di un mese, con la nomina del nuovo Cda, potrebbe essere spazzato via. Tutto questo in una situazione estremante delicata, che impone la ricerca urgente di un nuovo partner industriale. Gli ultimi ad affacciarsi sono stati gli indiani della Jindal steel power limited. Una delegazione, guidata dal Ceo della divisione “Steel business”, V.R. Sharma, è stata in Lucchini una decina di giorni. Poi non se ne è saputo più niente. Il manager indiano, durante il suo soggiorno a Piombino, ha incontrato anche il sindaco Gianni Anselmi. Solo cortesia o il segno di un più concreto interessamento? Il sindaco resta prudente. «Dobbiamo evitare di creare false illusioni – Agli indiani ho fatto presente la necessità di avere un piano industriale serio. Mi sono sembrati abbastanza interessati ed hanno preso tempo per valutare tutto». «Sarebbe un’operazione – aggiunge Anselmi – che ha una ragione industriale interessante. La Jspl è un grande gruppo industriale in espansione ed oggi la siderurgia non può resistere se non all’interno una filiera che va dal controllo delle materie prime fini alla finitura dei prodotti». Il sindaco ha anche confermato la disponibilità delle aree per l’eventuale ripresa del progetto del mini mill e la disponibilità a favorire una soluzione, nel confronto regionale e nazionale, del problema delle bonifiche. Ad esprimere preoccupazione per il ritardo nella nomina del nuovo Cda Lucchini è anche il segretario del Psi Stefano Ferrini. «Bene – sostiene – hanno fatto i lavoratori ed i sindacati a protestare ieri. E bene ha pure fatto il sindaco Anselmi a scrivere al ministro Passera. In una situazione di mercato difficile, con alti costi che non possono essere ripartiti sui volumi di vendita, la chiarezza sui vertici è più che mai necessaria. Occorre nel frattempo mettere in campo tutte quelle azioni che contribuiscano a rendere competitivo, quindi appetibile per possibili acquirenti lo stabilimento, altrimenti ogni sforzo per il suo futuro sarà vano».


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