Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

La Nazione Livorno - sabato - Fa gola agli stranieri il business da 800 milioni

 


Ecco i numeri del sistema di raccolta e smaltimento sul territorio provinciale



di MICHELA BERTI
— LIVORNO —
NESSUNO si vuole sporcare la mani con i rifiuti, a partire dai cittadini che, quando vanno a gettare il sacco nel cassonetto, si puliscono subito con la salvietta profumata. Prima si tolgono dalle abitazioni meglio è per i cattivi odori e l’ingombro. Ma dietro ai rifiuti e al loro trattamento, c’è una miniera d’oro. Basti pensare che il business, in provincia di Livorno, si aggira intorno ai 700-800 milioni di euro l’anno. E il bacino occupazionale sfiora i 2mila dipendenti. Una mega industria che spesso si scontra con le procedure, con le rimostranze dei cittadini, i nodi della burocrazia e le proteste dei comitati. Questi numeri spiegano l’interesse che le multinazionali hanno nei confronti del nostro territorio e, sulla NewCo di area vasta, hanno già posto lo sguardo i leader internazionali del settore. Dalle grandi società che hanno costruito termovalorizzatori a Mosca ai leader del settore. La provincia di Livorno, poi, con i suoi impianti fa gola a molti privati che potrebbero essere interessati a investire su questo territorio. L’elenco degli impianti che Livorno si porta in dote — quando entrerà nella NewCo — comprende le quattro discriche: quella dell’Elba — che deve essere bonificata ma può tornare in attività — quella di Piombino — con un ampliamento per 200mila tonnellate — la discarica di Scapigliato a Rosignano e quella a Vallin dell’Aquila che, come abbiamo già scritto su queste colonne, potrebbe essere riaperta, secondo un progetto che l’amministrazione comunale sta elaborando per evitare di spendere 40 milioni di euro — che non ha perché negli anni non sono stati accantonati — per la bonifica. Ci sono precisi obblighi di legge che devono essere rispettati e, comunque, il Comune dovrà provvedere. «A questi — spiega l’assessore provinciale all’ambiente Nicola Nista — si aggiungono gli impianti di selezioni dei rifiuti urbani: da quello che fa compostaggio all’isola d’Elba al revamping di Piombino. Strutture per la selezione sono presenti anche a Scapigliato e a Livorno; sono impianti che separano la parte organica da quella inorganica per il successivo trattamento».
AL SISTEMA di smaltimento degli urbani si aggiunge quello — decisamente più remunerativo — degli speciali. Anche su questo fronte pullulano i progetti, come possiamo leggere nell’altro servizio qui a fianco. Di impianti ma anche di raccolta differenziata si parla nel piano provinciale dei rifiuti che, nelle prossime settimane, sarà presentato in consiglio provinciale dall’assessore Nista. «La differenziata a Livorno è al 50% — dice — un po’ meno nell’Ato Costa dove siamo fermi al 40%. Gli sforzi sono per far salire queste percentuali anche se, è chiaro, che ci sarà sempre una quantità, circa un 20%, che non potrà essere differenziata. Sul fronte della produzione, si punta alla riduzione, la politica dei “Rifiuti Zero” è alla base del piano provinciale che sosteniamo».
IL CICLO della differenziata, comunque, continua ad essere segnato dalle difficoltà del riciclo del materiale. Perché, ad esempio, mentre la plastica — quella buona — finisce negli ingranaggi della Revet — l’azienda toscana specializzata nel trattamento del multimateriale — quella poco buona finisce nel «calderone» dei rifiuti che non avranno altra vita. Mentre il materiale che viene chiamato «verde» ovvero organico parte alla volta di Montespertoli e una parte raggiunge il Veneto.


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

Aziende che si occupano di

Ricerca Innovazione

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP