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La Nazione Piombino - domenica - Lucchini, ora i sindacati «bacchettano» le banche

 

PIOMBINO UNA LETTERA INVIATA ALL’ADVISOR ROTHSCHILD
«Serve una svolta per l’insediamento del nuovo Cda»


— PIOMBINO —
DOPO il lavoro nel giorno del primo maggio per salvaguardare la sicurezza dell’altoforno, la situazione alle Acciaierie Lucchini rimane sempre incerta. I sindacati, lo avevano già annunciato qualche giorno fa, chiedono ora una svolta per permettere all’azienda di ripartire con la giusta organizzazione e non «navigare a vista». Fim-Cisl, Fiom-Cgil e Uilm-Uil, hanno inviato una lettera a Rothschild, advisor delle banche creditrici, alla direzione del gruppo, al ministero dello Sviluppo Economico e a Intesa Sanpaolo, che ha in pegno le azioni, chiedendo «un incontro urgente per capire le motivazioni che rimandano l’insediamento del nuovo Cda, dopo l’avvenuta omologa del piano di ristrutturazione Lucchini da parte del Tribunale di Milano» avvenuta ormai il 29 febbraio scorso.
PER LE SEGRETERIE dei sindacati «lo stabilimento di Piombino ha tutte le potenzialità impiantistiche e professionali per aumentare la capacità produttiva e qualitativa» ma, si legge nella missiva, «la situazione si sta aggravando e non ci sembra che dall’altra parte ci sia lo stesso grado di attenzione e reattività» dimostrata nel passato dai sindacati. «Ogni giorno che passa senza la nomina del Cda, secondo il nostro giudizio — affermano i sindacati — può mettere a repentaglio il futuro dell’azienda rendendo più difficile l’interessamento di possibili acquirenti disposti ad investire a Piombino. Per questo inizieremo a breve tutta una serie di mobilitazioni per costruire forme di visibilità sia a carattere locale sia nazionale per portare al centro della discussione la vertenza Lucchini. Nel frattempo rimaniamo a vostra completa disposizione per definire in tempi rapidi le modalità per un eventuale incontro». Nel giugno dello scorso anno i lavoratori della Lucchini avevano organizzato una rumorosa manifestazione sotto le finestre di Mediobanca in occasione di una riunione del cda per sollecitare l’attenzione sulla crisi del gruppo che fa capo a Alexey Mordashov ma che di fatto è governato dalle banche.


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