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La Nazione - domenica - Costa Concordia, lavori in Toscana

 

In ballo appalti per 300 milioni


Corsa contro il tempo per costruire i 32 cassoni d’acciaio e il «seabed»



FIRENZE
IL PRIMO summit è andato meglio del previsto. Accompagnato dal presidente Andrea Monorchio, l’ex Ragioniere dello Stato che è entrato nel consiglio della compagnia da un anno, l’amministratore delegato di Micoperi, Silvio Bartolotti, ha confermato al presidente della Regione Rossi, ai sindaci di Livorno, Piombino e Carrara, alle autorità portuali e agli amministratori del Giglio che «tutti i lavori che si potranno fare in Toscana per il recupero del relitto della Concordia saranno appaltati qui». E per confermare il suo feeling con l’isola del Giglio, raccontato in un’intervista a La Nazione, Bartolotti ha consegnato ai presenti nel summit in Regione tutte le specifiche tecniche del progetto di recupero.
Il consorzio Titan-Micoperi chiede alle imprese e ai cantieri toscani se sono in grado di costruire entro fine ottobre i 32 cassoni d’acciaio e ferro, da 530 tonnellate ciascuno, che dovranno essere applicati ai fianchi della Costa Concordia per tirarla su in linea di galleggiamento. Non solo: nei cantieri bisognerà realizzare anche il «seabed», il letto di mare finto (ovviamente d’acciaio e ferro) sul quale poggiare il relitto per trasportarlo in un porto. Terza possibilità per la Toscana, la disponibilità di un bacino della darsena di Livorno, dove «ricoverare» la chiglia della Costa Concordia.
«Piombino può essere la base logistica dell’attività - ha riassunto alla fine il governatore Rossi - ha una struttura industriale importante che, insieme ai Nuovi Cantieri Apuani e ad altre realtà produttive, può rispondere alle esigenze di tutta quella parte del lavoro che attiene alla carpenteria, per la realizzazione dei cassoni di galleggiamento e della piattaforma. Abbiamo anche verificato la possibilità di utilizzare il porto di Livorno per le operazioni di bonifica e smantellamento». Il 10 maggio è in calendario la conferenza dei servizi che darà il via al progetto da 300 milioni di dollari. La Toscana dovrà dire a Micoperi se riuscirà a costruire in tempo i cassoni per portar via la Concordia dal Giglio entro gennaio 2013.
P.D.B.


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