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La Nazione Livorno - domenica - Dragare la bocca sud ora è un'emergenza

 

PORTO LA NAVE-GARAGE NORVEGESE È STATA DISINCAGLIATA SENZA DANNI
L’ennesimo incidente «annunciato»

di ANTONIO FULVI
— LIVORNO —
QUESTA VOLTA è andata bene: la nave-garage norvegese Hoegh Asia Autoliners, che si è incagliata alla bocca sud del porto venerdi sera alle 21, è stata disincagliata senza danni alle 6 di ieri mattina con l’ausilio di tre rimorchiatori dell’impresa Neri, ed ha potuto scaricare le sue auto alla calata Lucca con una decina di ore di ritardo. I sub hanno verificato che non c’è stato alcun danno serio in carena, avendo toccato solo fango, e la nave può ripartire. Nemmeno il porto ne ha risentito: in questi tempi di magra solo i traghetti ro/ro hanno ritardato dui un paio d’ore la patenza per motivi di sicurezza. Punto e basta. Questa volta dunque è andata bene. Ma l’incaglio ha riproposto il problema della bocca sud da dragare: problema che ciclicamente viene affrontato da tutti gli esperti delle operazioni portuali — piloti, operatori marittimi, armatori stessi — salvo poi finire con nuovi rinvii. Già da anni Angelo Roma, che come comandante di operazioni della Zim israeliana — quando ancora la compagnia toccava Livorno — aveva regolarmente problemi per l’ingresso e specialmente l’uscita delle sue full-containers, segnalava che la bocca sud sarebbe stata continua fonte di problemi se non fosse stata velocemente dragata per almeno 400 mila metri cubi di fanghi. Da parte sua l’Autorità portuale ha ammesso un anno e mezzo fa che occorre dragare, pur riducendo la quota a 100 mila metri cubi. Ma di fatto l’operazione non è mai stata completata e ancora oggi le grandi navi che pescano più di 9,50 metri devono infilare il canale di accesso della bocca sud con la precisione di un bottone nella sua asola: sgarrare di pochi metri può finire, appunto, con un incaglio.
E LA MANOVRA di uscita delle grandi navi è ancora più pericolosa perché la poppa tende a ruotare verso terra, dove il fondale è più ridotto: come ha verificato non molto tempo fa anche una fullcontainers che tra l’altro riportò anche danni in carena. Dragare la bocca sud peraltro è nei programmi della Port Authority: che a sua volta rimane però inchiodata non solo alle stringenti (e in certo senso irrealistiche) normative del ministero dell’Ambiente,ma anche e specialmente alla carenza di aree dove conferire i fanghi di dragaggio. Sono stati nel tempo stretti accordi anche con l’Autorità portuale di Piombino per inviare i suddetti fanghi alla vasca di colmata di quel porto. Ma si parla sempre di quantitativi insufficienti a garantire una bocca sud finalmente agibile senza patemi alle navi della nuova generazione.
SE POI si ipotizza davvero di conferire al nostro bacino di carenaggio il relitto della Costa Concordia, l’attuale soglia d’ingresso al porto non lo consentirebbe assolutamente, vanificando quindi tutta l’azione “politica” in corso per ottenere da Titan/Micoperi la scelta livornese. Anche il segnale dato nei giorni scorsi dalla Port Authority dell’appalto della seconda vasca di colmata non risolve il problema nei tempi necessari perché occorreranno due anni per costruirla. Decisamente fuori tempo massimo per il relitto e anche per le full- containers da 8 mila Teu attese per questo autunno.


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