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Il Tirreno Livorno - «La Concordia così non si può spostare»
IL PIANO PER IL TRASFERIMENTO DEL RELITTO
Gestione Bacini Spa: 75 metri di larghezza rendono lo smaltimento ingestibile per chiunque
LIVORNO «Il piano si presenta in realtà concretamente impraticabile». Dopo una lettura del progetto presentato dalle due società Titan Micoperi incaricate in cooperazione del recupero e del trasporto del relitto della ex Costa Concordia, la Gestione Bacini Spa prende posizione sull’eventuale arrivo della nave a Livorno, ma anche altrove. «A nostro parere, seguendo l'iter suggerito dalle due compagnie, è impossibile credere di poter spostare la nave, qualsiasi sia il porto italiano scelto come destinazione finale per procedere allo smantellamento della carcassa». Le perplessità nascono su questioni puramente tecniche legate a difficoltà logistiche che inevitabilmente verrebbero a presentarsi. «In primis - spiega la Spa livornese - i cassoni garantirebbero un’immersione minima di circa 12 metri solo nella condizione di doppio cassone affiancato, quella dei 10 metri più 10 metri. Questo vorrebbe dire che l'immersione di circa 12 metri si avrebbe solo con la larghezza totale (nave più cassoni) di circa 75,5 metri: una dimensione che si presenta purtroppo troppo larga per essere contenuta dalla capacità di qualsiasi bacino ad oggi presente nel nostro Paese. Una condizione quest'ultima che renderebbe quindi lo smaltimento ingestibile anche se la nave venisse trasportata nel tanto celebrato porto di Palermo, località considerata da tempo come 'favorita' da alcuni media nazionali». E allora? «Per poter garantire un'immersione di circa 11,5 metri con larghezza totale di 55,5 metri (sottraendo così i due cassoni aggiunti lateralmente), la nave andrebbe alleggerita di 23 mila tonnellate. Una sottrazione di peso che ci sembra una quantità a dir poco eccessiva, specie in considerazione delle 54 mila tonnellate di dislocamento ipotizzate», sostengono da Gestione Bacini. Alla luce di queste considerazioni, l'operazione risulterebbe di difficile gestione, tanto per il bacino di Palermo quanto per quello di Livorno. Secondo Gestione Spa la soluzione proposta dalla Titan-Micoperi non tiene assolutamente conto del rischio sversamenti dei liquidi inquinati che potrebbe verificarsi nel corso del trasferimento. Anche tralasciando il problema dell'immersione per l'ingresso nei vari porti italiani, secondo la Gestione Bacini il cuore del problema risiederebbe nella 'stagnatura' delle falle per evitare sversamenti. Una volta raddrizzata la nave, servirebbe una stagnatura dei locali interni per bonificare i liquidi e rifornire la nave di una propria galleggiabilità e spinta.
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