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La Nazione - Tassa di soggiorno nel caos. L'ennesimo cambiamento

 

Tante incertezze a pochi giorni dall’entrata in vigore
— SAN VINCENZO —
CAMBIA ANCORA l’imposta di soggiorno, una vera via Crucis per gli operatori che a pochi giorni dall’entrata in vigore, devono assistere al balletto delle norme. «A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 80 del 05.04.2012 — si legge sul sito internet del Comune— che ha operato l’abrogazione dell’art. 12 del della legge n.. 79 del 2011, il cosiddetto “Codice statale in tema di ordinamento e mercato del turismo”, rinviando alla normativa regionale la disciplina della materia, viene a mancare il riferimento alla normativa statale per le unità abitative ammobiliate per uso turistico, che pertanto non sono attualmente considerabili strutture ricettive e non rientrano tre le fattispecie imponibili soggette all’imposta di soggiorno, riconducibili alla legge Regione Toscana n. 42 del 2000. Conseguentemente la Giunta Comunale, in attesa di specifica disciplina normativa regionale, ha disposto l’abrogazione della tariffa dell’imposta di soggiorno relativa alle “Unità abitative ammobiliate per uso turistico”». Stando così le cose, le legittime rimostranze registrate nella riunione pubblica (La Nazione, 17 aprile) avevano pienamente centrato il problema evidenziando quanto, non correttamente legiferato dalla pubblica amministrazione. In quella riunione, l’assessore Nannelli si trovò in netto contrasto con quanto affermato dalla parte «tecnica» dello stesso comune di San Vincenzo. Stando così le cose, rimane da capire se, con questa abrogazione di una «norma» già inserita nel regolamento, lo stesso regolamento per essere «esecutivo», necessita una ulteriore delibera del consiglio comunale per l’abrogazione di quanto ritenuto non legittimo e, di una «conferma» di quanto invece si rittine sia applicabile.
IL TUTTO, naturalmente, con la stesura di un nuovo regolamento annullando quello precedentemente approvato. Insomma, solo i turisti che alloggiano nelle strutture ricettive sono considerati soggetti tenuti al versamento dell’imposta di soggiorno? Gli altri, quelli che soggiornano nelle seconde case, non sono forse ugualmente turisti che usufruiscono dei servizi turistici cittadini? Considerazioni legittime legate anche al fatto che gli aderenti all’Associazione operatori turistici, che annovera al suo interno la quasi totalità delle strutture ricettive (e non solo), non hanno ricevuto (o ritirato) il programma informatico realizzato per poter operare alla messa in atto dell’imposta. Insomma, mancano pochi giorni al 1° maggio (data indicata per iniziare la riscossione del tributo) ma, a quanto ci è dato a sapere, esistono ancora molte perplessità…
Piero Bientinesi


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