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La Nazione - Incredibile.Undici milioni cash per combattere l'erosione a Marina.

 

— CECINA —
STOP agli interventi tampone dopo 11 anni di iter sofferto. Ora per l’erosione si fa sul serio. Urrà al conto corrente (in Banca d’Italia) al professor (ordinario di Agraria a Pisa) Pier Gino Megale. Con un chiarimento di 2 minuti scarsi, in qualità di Commissario del ministero dell’Ambiente, citando un «verginale libretto d’assegni» ci ridà dignità e certezze: «non vedo l’ora di staccarli per restituirvi la spiaggia. Ci sono 11milioni e 200mila euro fuori dai lacci del patto stabilità». Traduzione? “Pagamento a 30 giorni”. Non c’è da stupirsi se sono arrivati 80 candidati da tutta Italia (Lombardia compresa) di cui solo 7 ditte toscane. I sopralluoghi dei candidati in lizza per l’appalto dei due lotti iniziali, finiranno il 2 maggio e il 24 e il 29 si apriranno le buste. Il 15 luglio è la data del cantiere (più un proforma che una partenza vera e propria) anche se i lavori inizieranno i primi d’ottobre. La copertura finanziaria totale, intanto, è una garanzia d’acciaio inox. Il primo lotto ci restituirà-in poco più di 2 anni- 20 metri di battigia marinese a sud, grossomodo da Andalù fino a «La Perla» grazie ai 4 pennelli-e gli spazi compresi- che saranno riempiti da 104mila mc di sabbia provienienti dalla barra del fiume.
Contemporaneamente, altri 70mila mc ( stavolta a carico della ditta vincitrice) rimpingueranno il tratto a nord del secondo lotto, dalla foce del Cecina al fosso Mozzo in prossimità del confine con Rosignano.
C’è tempo per pensare al secondo intervento ( 3° e 4° lotto). E’ questo l’unico tasto dolente, per quell’incognita che potrebbe provocare delle noie: “la Regione sta valutando”spiega Luigi Cipriani per conto dell’assessore Bramerini- la sabbia davanti al golfo di Baratti”.
Insomma: bisogna ancora vedere quanto costerà “portarla a riva” per ultimare l’opera. Ci sta di riuscire ad ammortizzare: in fondo per liquidare l’erosione a Cecina occorreranno 500mila metri cubi in totale. Semmai, visti i precedenti, c’è da incrociare le dita per le tempistiche. In 45 anni 60 chilometri di costa hanno perso 80 metri e rischiato 200 ettari di pineta e di bosco prima di arrivare al dunque.
Paolo Pacini siede al tavolo della “nuova cooperazione” (tra associazioni di categoria- Cna, Confesercenti, Confcommercio-, sindacato balneari, Regione, Comune, tecnici della Provincia e Commissario) con la delega provinciale alla difesa del suolo e una cognizione approfondita di quanto scotti la materia (da sindaco, premier Apt, e assessore al turismo): “appena finirà la gara ci accorderemo sul cronoprogramma insieme a chi farà i lavori ”. Si apre l’era – si ipotizzano 4 anni- della tregua tra la politica e gli operatori turistici. Al di là della doleance su quanto è costata a tutti questa corsa a ostacoli (sconfiggere l’erosione tra l’altro era uno dei cavalli di battaglia di Benedetti), alla fine una cosa è certa: l’happy end vale 11milioni e 200mila euro e non importa più-anche se Luigi Cipriani è in imbarazzo quando il Commissario gli chiarisce il dettaglio - se comparirà solo la firma di Megale.


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