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La Nazione Piombino - L'enigma economico della Val di Cornia

 

PIOMBINO LA SCUOLA DI SANT’ANNA DELL’UNIVERSITà DI PISA COLLABORERà CON I COMUNI AL PROGETTO
Uno studio per capire quali possano essere le nuove strategie di sviluppo del territorio



— PIOMBINO —
LA SCUOLA Sant’Anna di Pisa condurrà una ricerca sulle prospettive economiche, sociali e identitarie della Val di Cornia. Al via il progetto supportato dai Comuni e dall’Autorità Portuale. Quali nuove prospettive per un territorio che sta attraversando una fase delicata di grande incertezza dal punto di vista economico? La Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa sta per avviare il progetto con la partnership dei Comuni di Piombino, Campiglia Marittima, San Vincenzo e Suvereto e l’Autorità Portuale di Piombino. «Il territorio di Piombino e della Val di Cornia — ha spiegato il sindaco Gianni Anselmi — sta attraversando una fase di transizione che costringe a ragionare inevitabilmente di prospettive e di nuovi scenari e ad avviare una riflessione che, sulla base di dati scientifici, valuti, approfondisca e avvicini le linee di sviluppo future alle specificità locali, per aprire nuovi orizzonti produttivi.
IL PROGETTO di ricerca della Scuola superiore Sant’Anna va proprio in questa direzione. Non si di tratta di un affidamento di consulenza ma di una partnership intorno a un progetto che si propone di affrontare temi divenuti fondamentali per il nostro territorio, partendo dal presupposto che è necessario indagare e conoscere perchè non bisogna mai considerarsi depositari di consapevolezze definitive». Sono due i dipartimenti del Sant’Anna che si occuperanno della ricerca con un’impronta multidisciplinare: il dipartimento di Diritto politica e sviluppo «Dirpolis» e l’Istituo di Managment che si occupa di sviluppo economico.
«La Val di Cornia per noi rappresenta un vero e proprio caso studio, una specie di laboratorio che racchiude problematiche e temi legati al cambiamento e alle possibili nuove opportunità – ha spiegato il professor Nicola Bellini - all’interno del quale comprendere quello che sta succedendo e individuare possibili linee di azione.
LA NOSTRA ricerca si concretizzerà in un’attività molto visibile e presente sul territorio, che adotterà tecniche diverse come focus group e interviste, con un processo che avrà pertanto un forte carattere partecipato». La prima fase della ricerca, che sarà avviata dai primi di maggio, prevede una rilettura critica della situazione esistente da cui partire, che sarà immediatamente seguita da una mappatura dei soggetti operanti nel territorio e delle loro relazioni rete. Seguiranno altre fasi fino al report finale previsto nel giugno-luglio 2013.


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