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Il Tirreno Piombino - Un corridoio europeo che passa da Piombino

 

Da Barcellona ai Balcani attraverso la Due mari. L’idea del governatore Rossi riceve l’ok dal presidente della Catalogna per l’inserimento tra le priorità Ue
 
IL FUTURO
 
IL MARE » LO SVILUPPO POSSIBILE
 
Un’alternativa alla sola industria
 
Potrebbero essere navi RoRo, ma anche portacontainer a collegare Barcellona con Piombino, quindi a fare arrivare le merci fino ad Ancona per poi riprendere il viaggio per mare fino al Mar Nero. Un’occasione di sviluppo determinante per il porto di Piombino. Ma ci sono due condizioni che devono essere risolte: La Grosseto-Fano e il prolungamento della 398. E ce ne sarebbe anche una terza, lo sviluppo della rete ferroviaria per collegare le nuove banchine. L’inserimento nei finanziamenti della rete transeuropea può creare le condizioni per progettare davvero un nuovo sviluppo in un momento quantomai incerto della siderugia


di Giorgio Pasquinucci PIOMBINO - La Catalogna lavorerà insieme alla Toscana sul progetto del nuovo corridoio Est-Ovest per collegare, via mare e terra, i Balcani con i porti di Barcellona e di Valencia, passando da quelli di Piombino e Livorno. È quanto ha annunciato stamani dal presidente della Regione Enrico Rossi, reduce soddisfatto da un incontro con il presidente della Catalogna Arturo Mas i Gavarro. È da almeno un anno che la Regione sta lavorando, intessendo rapporti con le altre regioni marittime europee, per far inserire il progetto del nuovo corridoio mediterraneo-balcanico tra le reti transeuropee dei trasporti. Secondo il governatore toscano, l’opera sarebbe un occasione di sviluppo dell’ “Italia di mezzo” e l’occasione di ottenere i finanziamenti europei per il completamento della Due mari Grosseto-Fano. I vantaggi che potrebbe trarne il porto di Piombino, a metà strada tra Grosseto e Livorno, sono evidenti. Dai porti balcanici potrebbero partire navi con merci provenienti da Croazia, Bosnia. Erzegovina, Serbia, Montenegro, Romania e Bulgaria dirette verso il porto di Ancona. Da qui proseguire via terra fino ai porti di Piombino e Livorno per ripartire in direzione di Francia e Spagna. Un’ ipotesi che Rossi sta caldeggiando come «soluzione all’alleggerimento dei porti del nord Europa, all’impatto ambientale dei traffici terrestri, ai costi dei trasporti, ai tempi di scambio intercontinentale, nonché uno stimolo per la competività dei porti del Mediterraneo». Rossi ha già esposto l’idea prima in un convegno delle regioni marittime europee in Danimarca, poi a Bruxelles, quindi col collega catalano raccogliendo preziosi consensi. Il corridoio meso-mediterraneo è stato infine inserito all’undicesimo posto delle priorità delle Ue. Ma le risorse sono limitate ed è per questo che Rossi sta intensificando l’iniziativa per far inserire, entro la scadenza prevista per quest’anno, il nuovo corridoio nel “core network europeo”. «È fondamentale – sostiene – che la Due mari sia riconosciuta di primaria importanza. A maggio si avvia la discussione nel parlamento europeo selle reti transeuropee dei trasporti. È quindi essenziale che il governo sostenga la proposta». Questo comunque non basterebbe. È infatti necessario convincere altri Paesi europei della sua validità per poter ottenere i finanziamenti - esigui peraltro - previsti per il 2013-2020. E l’importanza che questo avrebbe per Piombino lo conferma il presidente dell’Autorità portuale Guerrieri: «È una iniziativa che va sostenuta con tutte le nostre forze per i vantaggi che porterebbe al nostro porto e alla creazione di una piattaforma logistica inToscana».


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