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La Nazione Elba - Il sindaco Paola Mancuso si dimette

 

«Basta, non esiste più una maggioranza»
Rio Marina: colpo di scena, giovedì l’inattesa resa dei conti in consiglio


— RIO MARINA —
HA CERCATO in tutti i modi di rimettere insieme i cocci di una maggioranza sempre più frammentata e di venire a capo di una crisi culminata un paio di settimane fa con le dimissioni dell’intera giunta che non aveva gradito il «congelamento» delle deleghe da lei deciso dopo i contrasti sulla vicenda del rinnovo di una convenzione per la pulizia delle aree portuali tra il Comune e l’Autorità Portuale, ente di cui è l’attuale segretario generale. Sembrava avercela fatta con la nomina di un nuovo esecutivo, ma evidentemente si trattava di un fuoco di paglia. Paola Mancuso (Udc) ha così deciso di mollare: lascia la carica di sindaco di Rio Marina.
PER ANNUNCIARE le proprie dimissioni – che diventeranno esecutive 20 giorni dopo la presentazione in consiglio comunale prevista nella seduta già convocata per domani mattina - la prima cittadina ha scelto l’insolita strada di una lettera aperta ai cittadini, fatta pervenire nelle redazioni dei giornali a notte inoltrata.
«CON RAMMARICO – spiega Paola Mancuso - abbandono il percorso intrapreso, prendendo atto che non esistono in questa maggioranza le condizioni di orgoglio, libertà, senso civico ai quali ho pensato di poter sacrificare la mia serenità personale e familiare e senza i quali non c’è dignità per un’ amministrazione costretta ad un equilibrio impossibile di personalismi e piccoli ricatti, ai quali non intendo subordinare il mio lavoro ed il bene del paese».
«RITENGO moralmente inaccettabile dover ogni giorno riconquistare il pieno mandato conferito dagli elettori, fin dall’inizio avversato con ogni mezzo dai diversi banchi di minoranza e maggioranza, con la conseguenza di veder scritte pagine indegne di trattative e ragioni personali governate da logiche che in nome dell’amore che nutro per la politica non posso e non voglio accettare. Le recenti vicende urbanistiche che hanno visto protagonisti uffici ed amministratori in una guerra senza frontiera che non mi appartiene e soprattutto che danneggia solo il paese, mi vedranno costretta a sottoporre agli organi competenti lettere, relazioni, esposti e tutto quello che non posso dirimere nel mio ruolo dovendo affidarlo a chi chiarirà tra l’altro al paese molte delle ragioni di questa crisi».
PAROLE pesanti che, se da un lato l’ex vicesindaco Fortunato Fortunati preferisce non commentare, dall’altro l’ex assessore Maurizio Grazia si limita a liquidare con un laconico «parole che non mi riguardano e non mi appartengono».
POSSIBILISTA su una ricucitura è invece l’onorevole Francesco Bosi, sindaco riese per due legislature prima di Paola Mancuso. «A fronte della complessa situazione che si è creata – dice Bosi – l’annuncio delle dimissioni ha un senso perché non ci sono più certezze sulla funzionalità amministrativa. Ma spero che questi 20 giorni di tempo siano utilizzati per giungere ad un chiarimento che consenta di ripartire su basi nuove e più solide».


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