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Il Tirreno Piombino - martedì - Il lavoro che non c'è, oltre settemila iscritti al Centro impiego

 

Anche le agenzie interinali in crisi, nel segno della precarietà crescono solo i contratti atipici nel turismo e nell’agricoltura
 
ECONOMIA»LA GRANDE CRISI
 
di Serena Insero PIOMBINO - Boom d'iscrizioni al Centro per l'impiego di Piombino con numeri che tracciano un quadro drammatico dell'economia locale: nel 2011 sono 7.256 le persone che si sono iscritte al Centro (il 62% sono donne), ben il 33,5% in più rispetto al 2008, l’anno d’inizio della grande crisi. A illustrare le cifre è Anna Chianese, la responsabile del Centro. In numero degli iscritti al Centro aumenta vertiginosamente in tutte le fasce d’età, in particolare quelle over 35: nello specifico fra i 35 e i 44 del 33,3%; fra i 45 e i 54 del 45,2% e infine gli over 55 addirittura del 62,8%. Eccoli in fila lungo il corridoio ad aspettare il proprio turno seduti o in piedi, sfogliando i cataloghi o leggendo gli avvisi affissi in bacheca. Giornate intere, trascorse a cercare un lavoro. Qualunque esso sia. Si tratta per lo più di persone con licenza media o diploma, solo il 6% ha una laurea triennale o specialistica. A braccetto con la precarietà. Diminuiscono del 42% gli avviamenti a tempo indeterminato rispetto al 2008, una leggera diminuzione dell’8% anche per quelli a tempo determinato, mentre aumentano del 28% i contratti interinali e del 118% le restanti formule contrattuali atipiche, di cui fanno parte le collaborazioni a progetto, contratti a chiamata etc. Nella pubblica amministrazione la percentuale dei contratti a tempo indeterminato è scesa del 34%, invece sale in maniera esponenziale quella a tempo determinato (più 133%). Non ci sono dubbi: il mercato del lavoro locale, e non solo, risente del difficile momento di congiuntura economica con una progressiva diminuzione del numero di assunzioni e di trasformazioni del contratto di lavoro a tempo indeterminato, ormai diventato un miraggio. Uomini e donne. Il contesto del lavoro non è lo stesso per uomini e donne. Se nel corso del 2011 i numeri dicono che sono state le donne a trovare più facilmente lavoro (10% in più degli uomini), va detto che i contratti “rosa”stipulati sono per lo più di tipo precario. La percentuale dei contratti a tempo indeterminato e determinato è maggiore per gli uomini: l’8,9% e 65%, mentre per le donne è del 6,5% e 58 %. Dove si assume. Qual è l’andamento delle assunzioni per settore di attività? Lo spiega Francesca De Sensi del servizio incrocio domanda-offerta: «Servizi di alloggio e di ristorazione, turismo, agricoltura, silvicoltura, pesca e istruzione sono i principali settori in cui si assume nel territorio della Val di Cornia e nel 2011 sono aumentati non solo come numero, ma anche come peso rispetto al totale degli avviamenti. Segue il commercio, dove però gli avviamenti rispetto al 2008, sono diminuiti del 18%. L’industria presenta un andamento altalenante, mentre l’edilizia scende addirittura al 37%. La figura maschile –prosegue De Sensi – prevale nel settore dell’agricoltura, dell’industria e dell’edilizia. Rispetto agli anni passati notiamo che gli uomini sono più richiesti per i servizi di alloggio e ristorazione. Spiccatamente rosa il settore dell’istruzione, della pubblica amministrazione, della sanità del turismo e del commercio». Ma il Centro è soltanto una delle strade percorribili per trovare lavoro: una volta iscritti non si può stare fermi ad aspettare di essere chiamati, ecco perché è nato il Progetto di ricerca attiva del lavoro. Sono 583 i disoccupati e/o inoccupati che nel 2011, primo anno di attività, hanno richiesto il supporto del Centro per la ricerca del lavoro. Attualmente si contano 195 iscritti. Nello specifico il 71% sono donne, di cui il 46% tra i 31 e i 50 anni. Si tratta in prevalenza di iscritti in possesso di licenza media inferiore o diploma. In prevalenza gli iscritti si sono resi disponibili per fare i commessi, magazzinieri, segretari/impiegati amministrativi con o senza esperienza, baristi/barman, operai generici, addetti alle pulizie, centralinisti, addetti alla reception e camerieri.    Le agenzie interinali. Ciononostante si va avanti e c’è chi pur di lavorare si accontenta anche di un impiego superprovvisorio, magari anche solo di pochi giorni. Così, camminando per le strade delle città capita di vedere persone con gli occhi fissi sulle vetrine. Ad attirare il loro sguardo non è la vista di un bell’abito, ma l’offerta di lavoro della settimana esposta fuori dalle agenzie interinali. Si tratta di persone dai 20 ai 60 anni, in particolar modo uomini, di cui molti stranieri, con esperienze professionali medio-basse. Su cento persone che bussano alle porte delle agenzie interinali uno soltanto ce la fa. I motivi? «C’è una grande sproporzione tra la domanda e l’offerta – spiegano alla Trisorse di Piombino – Mentre i volumi delle offerte di manodopera sono in continuo crescendo, si assiste a una progressiva diminuzione delle richieste da parte delle aziende che oggi stanno scendendo verso quota  zero».   Insomma, giovani e adulti in cerca di un’occupazione, qualunque essa sia, con quello che sembra aver assunto il medesimo valore di una carta d’identità: il curriculum vitae. Variopinto o a tinta unita non ha importanza. Mai scordarselo a casa, d’altronde la speranza è l’ultima a morire e ogni occasione può essere buona, ma soprattutto spesso risulta irripetibile. Il treno del lavoro passa veramente poco e quando lo fa bisogna salirci al volo.


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