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Il Tirreno Livorno - domenica - Tra l'ASA e il Comune scoppia la guerra dei conti

 

LIVORNO - Nella relazione del ministero delle Finanze - spedita in Comune nei primi giorni di marzo dopo l’ispezione fatta in autunno - si parla di «disallineamento delle partite di credito e di debito». Tradotto: nel bilancio di Asa, alla voce entrate, ci sarebbero soldi in arrivo dal Comune che però, dando un’occhiata ai bilanci di Palazzo Civico, non esisterebbero alla voce uscite. Con effetti, scrivono gli ispettori inviati da Roma nel documento riassuntivo, «potenzialmente negativi in termini di veridicità del bilancio e di consistenza del risultato di amministrazione». Per vederci chiaro bisogna leggere l’ultima delle 115 pagine che contengono gli esisti dell’ispezione ministeriale che ha avuto per oggetto soprattutto la gestione e la retribuzione del personale. È qui che salta fuori un primo «disallineamento» di circa due milioni di euro. «Dipenderebbero in gran parte – si legge nella nota – da lavori di manutenzione stradale, illuminazione pubblica, segnaletica e altro svolti dalla società prima del 2004 e non riconosciuti dal Comune se non in minima parte». In pratica Asa li avrebbe messi tra le entrate ma il Comune non sarebbe in possesso delle fatture e quindi non riconoscerebbe il dovere di pagamento. Come si spiega? Subito dopo lo stesso ispettore del ministero fa notare che «sono in corso incontri fra organi comunali e società volti a riconciliare le partite contabili» e che «questi incontri avrebbero già portato a un primo atto transattivo con cui il Comune ha riconosciuto una quota dei lavori per 1.091.667 euro, mentre non intenderebbe riconoscere lavori per 1.066.989 euro». Questa è il guaio segnalato rispetto ai bilanci, ma sullo sfondo viene chiesto di fare attenzione a una cifra ben più alta: i circa 12 milioni di euro che figurano alla voce residui attivi e che Asa, quindi, deve al Comune. Si sono accumulati negli anni: gran parte (circa 10milioni di euro) derivano dal mancato pagamento dei canoni per le reti pubbliche di acqua e gas. Vale per Livorno, ma anche per altri Comuni della Provincia (per importi inferiori, ma in alcuni casi comunque consistenti). Come frutto di un accordo passato con le banche, gli enti locali e l’Ato, la società dovrebbe versare di volta in volta una quota di quel debito. A quanto risulta, a fine anno, al Comune è stato pagato quasi un milione. Juna Goti


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