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La Nazione Rosignano - martedì - Rivelate il rapporto sulla Solvay

 

— ROSIGNANO —
«IL COMITATO per i beni comuni Val di Cecina chiede che il rapporto Cheli – Luzzati venga presentato con urgenza in consigli comunali aperti alla popolazione, prima che si prendano decisioni importanti su salgemma ed acqua, come quelli in preparazione in Regione: non si può prescindere dai dati messi in evidenza dai ricercatori universitari, mentre si decide del futuro della Val di Cecina e della sua popolazione». La nota, informa Maurizio Marchi di Medicina Democratica, viene inviata ufficialmente ai presidenti dei consigli comunali della zona, alle Province di Livorno e Pisa, alla Regione. E fa seguito all’incontro pubblico che si è svolto giorni fa a Cecina con Bruno Cheli dell’Università di Pisa, sul rapporto «Ricadute economiche, sociali e ambientali della Solvay in Val di Cecina», edizioni Plus 2010. «Dal ponderoso rapporto che ha coinvolto per oltre un anno una decina di ricercatori coordinati dai professori Cheli e Luzzati della Facoltà di matematica applicata all’economia — si afferma — emergono dati sorprendenti. Solvay si è ridotta a dare tra l’1 e il 2% del valore aggiunto sul territorio che usa, mentre il 5,6 % va agli azionisti, quindi all’estero. Il valore aggiunto che ricade sul territorio va in salari, ma anche in imposte locali e a fornitori. L’occupazione si è ridotta al 2/4 % dell’occupazione in Val di Cecina, dunque il peso specifico di Solvay si è notevolmente ridotto nel tempo».
PROSEGUE quindi Marchi: «Solvay usa ben il 48% della risorsa acqua del territorio, e la quasi totalità della risorsa salgemma. La maggiore criticità riguarda proprio l’acqua dolce usata, perché i fortissimi usi condizionano in negativo tutte le altre iniziative economiche, oltre a causare un sovrasfruttamento delle falde e il decadimento dei due corsi d’acqua coinvolti. E’ curioso notare, come ha fatto Cheli, che nessuno dei comuni coinvolti nelle attività di Solvay, a cominciare da Cecina, Rosignano e Volterra, non abbiano finora sentito l’esigenza di presentare ai cittadini e ai consigli comunali, questo rapporto ad oltre due anni dalla sua conclusione».


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