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Il Tirreno - Tirrenica, ore decisive a Roma

 

di Mario Lancisi FIRENZE «O il governo accetta le nostre proposte o la Regione non darà il via libera alla Tirrenica». Con tono battagliero il presidente della Regione Enrico Rossi si prepara al vertice che avrà domani a Roma con Mario Ciaccia, braccio destro del ministro Passera allo Sviluppo economico (come lo è stato quando insieme erano ai vertici di Intesa Sanpaolo). L’incontro di domani si annuncia decisivo per il via libera del progetto della Tirrenica. Il 30 marzo si dovrebbe infatti riunire il Cipe per l’approvazione definitiva dell’opera. Ma l’ultimo timbro potrebbe essere rinviato ancora una volta. Il disco verde della Regione è subordinato dall’accettazione da parte del governo e di Sat di quattro condizioni. Tre riguardano in sostanza il pedaggio e la risposta dovrà venire dal governo. La variante della discordia. La quarta condizione fa riferimento ai lotti 4 e 5B della Tirrenica tra Ansedonia e Orbetello. La Sat ha provveduto ad inviare l’indicazione di un nuovo corridoio alternativo. Che altro non è che una linea blu che si discosta dall'Aurelia. Ma il nuovo corridoio non piace alla Provincia di Grosseto e ai Comuni della zona, a cominciare dalla combattiva prima cittadina di Orbetello Monica Paffetti. «Mi rifiuto di esprimere un giudizio su un tratto di pennarello tracciato su una carta geografica», tuona Leonardo Marras, presidente della Provincia di Grosseto. Lo scontro con Sat è duro, pesante (vedi l’intervista al presidente della società AntonioBargone). Uno scontro da cui la Regione si tira fuori: «Le comunità locali discutano e decidano. La Regione non intende interferire. Di certo alla fine una decisione andrà presa». Gratis per 20 km. Per il governatore la questione è il pedaggio. «Confermo che se il governo non risponde positivamente alle nostre tre richieste, io non firmo», sottolinea con forza Rossi. Le richieste sono note e domani saranno discusse nel vertice tra Regione e governo. La prima riguarda l’abolizione del pedaggio per 20 chilometri sia all’andata che al ritorno. Esempio: da Cecina a Donoratico non si dovrebbe pagare. Così come da Donoratico allo svincolo di San Vincenzo. E così via. Questa richiesta dovrebbe essere accolta senza problemi perché l’onere finanziario per il mancato introito è già previsto nel piano finanziario della Sat. Che prevede per la realizzazione, entro il 2017, della Rosignano-Civitavecchia, 210 chilometri, un impegno finanziario da parte della Sat ( che l'avrà in concessione per 30 anni e poi la restituirà gratis allo Stato) di 2 miliardi più 200 milioni di Iva. Ma l’esenzione sui brevi tratti non basta perché ad oggi il pedaggio è molto caro: si tratta infatti di 18 centesimi a chilometro, compresa l'Iva. Questa del maxi-pedaggio è la vera preoccupazione di Rossi, anche per le reazioni molto forti dei sindaci dei comuni attraversati dall’opera. Alla Regione i soldi Anas. Da qui le altre due condizioni poste al governo, che puntano ad abbassare il biglietto e a fornire agevolazioni ai pendolari. La Regione chiede al governo che a Sat siano concessi gli sgravi fiscali previsti dall'articolo 18 della legge finanziaria per il 2012 per le opere realizzate con il projet financing. E, altra condizione, Rossi esige che il canone che la Sat deve pagare all'Anas per la concessione dell'Aurelia, il 4,8 sul valore complessivo (si stimano 20 milioni circa) vada alla Regione che lo utilizzerà per gli sgravi alle popolazioni locali, attraverso forme ancora da studiare. Queste le richieste della Regione. Le carte sono sul tavolo. Oggi si saprà se il governo è disposto ad accoglierle. Dalla sua parte Rossi ha l’appoggio di Sat. Se il governo dirà sì la strada che porta al Cipe si fa in discesa. Nonostante le vibrate proteste della Provincia di Grosseto e dei Comuni maremmani.


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