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Il Tirreno - Cambiano statuto e strategie della società Parchi

 

PIOMBINO Cambia lo statuto della Parchi Val di Cornia. È all’ordine del giorno del prossimo consiglio (lunedì 19 marzo) la comunicazione sulla riforma dell’ordinamento della società guidata da Luca Sbrilli. «La modifica dello statuto è nata da un motivo evidente – spiega l’assessore al bilancio Massimo Giuliani – ovvero la lettera inviata lo scorso ottobre dall’autorità garante su alcune osservazioni nell’ambito della Parchi come società in house. Dopo aver dato adeguata risposta, abbiamo studiato con i tecnici una serie di modifiche che non mettessero in dubbio né la natura strumentale della Parchi, né le attività stesse dell’organizzazione, assolutamente non commerciali». Ecco quindi la variazione alla normativa della Parchi. Le rettifiche saranno molte e riguarderanno più campi, come le strategie pluriennali, la compravendita, i mutui, e tutti quei componenti che l’amministrazione ritiene di dover meglio specificare per trovare positiva aderenza alla caratteristica della società in house qual è la Parchi. Il termine si riferisce a quelle organizzazioni pubbliche, o a partecipazione pubblica, il cui capitale è in tutto o in parte sottoscritto dallo Stato o da altro ente pubblico. La società in house si occupa della gestione della rete e della somministrazione dei servizi pubblici locali. «Le modifiche che ci saranno rientrano nel duplice obiettivo di definire più compiutamente le caratteristiche della Parchi e allo stesso tempo stabilire un maggiore controllo sulla stessa – afferma Giuliani – Situazione che in effetti già c’era, attraverso l’assemblea dei sindaci. Ora tuttavia si parlerà in termini di una società strumentale nella quale ci saranno controlli più importanti da parte dei consigli dei Comuni soci». Il prossimo passo per arrivare alla definizione vera e propria delle variazioni sarà la delibera, dopo la quale la convenzione dei Comuni recepirà a tutti gli effetti il nuovo statuto. «Ci tengo a sottolineare come questo lavoro sia avvenuto secondo un percorso comune tra l’amministrazione e la Parchi – riprende Giuliani – Un atto dovuto, pena l’impossibilità a proseguire l’affidamento di alcune attività che la Parchi sta già gestendo». Francesca Lenzi


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