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La Nazione 11 marzo - Kayser Italia ora «vola» più in alto

 

di MICHELA BERTI
— LIVORNO —
SARà un nuovo laboratorio spaziale quello che sorgerà sulle colline livornesi. Spaziale nel disegno ma anche nel contenuto visto che sarà realizzato a fianco della Kayser Italia, l’industria che opera proprio nel settore spaziale. Il progetto, disegnato dall’architetto Giovanni Cariddi Graziani, si annuncia davvero geniale, frutto di una matita sicuramente innovativa come quella mossa dalla mano di questo professionista. L’idea è già tutta sulla carta, e per passare dai disegni alla realizzazione serve solo l’ok del Comune perchè per costruire questo laboratorio — dotato di particolari vasche per le simulazioni, vetrate che si affacciano sulla collina, e geometrie futuribili — ha bisogno di una variante urbanistica visto che deve essere sorgere nell’area verde adiacente allo stabilimento. L’azienda, dunque, è pronta adi investire in questo nuovo laboratorio e centro di ricerca che ospiterà prove di biodinamica, di fotonica e di altre particolari discipline. Il presidente dell Kayser Valfredo Zolesi ha già presentato il progetto all’amministrazione perché nel portafoglio di questa importante realtà del territorio ci sono ordini per 14 milioni di euro; una cifra che dà una certa tranquillità ai 40 dipendenti, prevalentemente laureati, che da anni permettono all’industria di essere un punto di riferimento per tutte le agenzie spaziali mondiali. La Kayser è tra le prime in Europa ad occuparsi del settore di nicchia della biologia e fisiologia umana nello spazio. E proprio per restare competitiva in un comparto così particolare come quello spaziale, la Kayser cerca di dotarsi di nuovi strumenti ed apparecchiature che si uniscono ai 5mila mq di uffici, centri di ricerca, camera pulita, aree di produzione e di collaudo sulle colline livornesi.
LA PRATICA, al momento, è ferma — come altre — all’ufficio tecnico urbanistico. L’assessore Mauro Grassi precisa: «Per quanto mi riguarda la decisione è presa, nel senso che questo progetto deve avere l’ok perché l’azienda deve potre continuare a lavorare al meglio. Come tutti gli interventi di questo tipo deve passare dallo strumento della variante». L’iter è sempre lo stesso: istruttoria tecnica, passaddio in giunta e poi in consiglio. «Ci sono i tempi tecnici da rispettare — chiude Grassi — ma credo sia un progetto importante e scientificamente rilevante per una realtà che dà lavoro a 40 persone e che rappresenta un fiore all’occhiello per questo territorio».


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