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La Nazione Livorno - Porto, l'epoca d'oro è davvero finita

 

ECONOMIA L’ASSEMBLEA DEI SOCI DELLA «CILP» APPROVA LA MANOVRA «LACRIME E SANGUE»
Sacrifici per tutti: tagli del 30% sulle retribuzioni a parte la paga-base



— LIVORNO —
DI LACRIME e sangue si parlava da tempo. E ieri l’assemblea della Cpl (Compagnia Portuali Livorno) ha preso atto che di lacrime e sangue si tratterà. La medicina è passata con l’88% dei voti. Il piano industriale vero e proprio, quello che metterà nei dettagli la cura da cavallo necessaria (e speriamo sufficiente) per rilanciare la storica compagnia dei portuali e la sua galassia di società, seguirà forse a fine aprile. Ma già ieri l’assemblea ha delegato di fatto — sia pure con un corollario di amare accuse ai dirigenti presenti e passati — il «commissario» Alberto Bruschini e il consiglio a vendere gli «assets» vendibili, a tagliare le retribuzioni e a far tirare la cinghia a tutti. Prima di ogni altro, ai membri del consiglio direttivo che dovranno uscire prima possibile (meglio se da subito) dai «cda» delle partecipate, per evitare commistioni tra controllori e controllati. Spontanea la domanda: per lasciarle senza rappresentativa Cpl o per esservi sostituiti? Un’assemblea affollatissima, con 324 soci su poco più di 360 aventi diritto, aperta dalla relazione del presidente Enzo Raugei e quindi dalle «indicazioni» di Bruschini.
E DAGLI INTERVENTI: tanti interventi, alcuni pacati come quello di Stefano Piccini e del dirigente Marco Dalli, altri amareggiati, spaventati, in qualche caso feroci. Tutti hanno dovuto prendere atto che si è chiusa un’epoca, quella della Compagnia portuali isola felice e privilegiata. E se n’è aperta un’altra: quella della necessità di sacrifici per tutti pur di salvarla. Perchè di salvataggio si tratta, qualunque sia il termine consolatorio (e ipocrita) che si voglia usare. Nella speranza generale che la cura sia sufficiente. I sacrifici: tagli del 30% alle retribuzioni che non siano la paga base (integrativi, livelli, maggiorazioni, forfait), riduzione del consiglio della Cpl di due unità ( Bocconi passerà ad occuparsi del Reefer, Marchesini dell’Agelp), una netta divisione di gestione e compiti tra Cpl e Cilp, con compiti amministrativi separati, una delega di gestione almeno per un anno a Bruschini. E poi, le vendite per far cassa: prima di tutto la parte immobiliare del Faldo (come avevamo già preannunciato, in pieno accordo con il socio Koelliker, e con interesse d’acquisto già espresso da Fondi Immobiliari italiani), poi la quota nel terminal ro/ro Ltm, quindi l’«eventuale» cessione di altre quote societarie nel terminal della darsena Toscana al socio genovese (che pare comunque abbia già anticipato dei fondi, garantiti quindi dalle quote) infine la possibilità di alienare anche lo storico Palazzo del Portuale. Un principio generale, passato con il voto, è quello della dismissione, più veloce possibile, di tutte le partecipazioni o le società che non producono utili. Rimane da capire se nel conteggio rientra anche il Reefer, o rimane l’eccezione. Si salva, per ora, la forza lavoro.
Antonio Fulvi


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