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Il Tirreno - Primo passo in Consiglio per la tassa di soggiorno

 


di Luca Centini PORTOFERRAIO Strumento necessario per rilanciare il turismo o balzello insopportabile per albergatori e tour operators. Non si può certo dire che la tassa di soggiorno abbia messo tutti d’accordo a Portoferraio, così come nel resto dell’Elba. Ma proprio mentre gli albergatori hanno sparato a zero contro la giunta Peria, la prima amministrazione comunale dell’isola ad aver dato il via libera all’applicazione, la nuova imposta sul turismo ha mosso il primo vero passo. Ieri, infatti, il consiglio comunale ha approvato la delibera attraverso cui il Comune richiede ufficialmente l’iscrizione nell’elenco delle località turistiche e città d’arte toscane. Un atto propedeutico a una seconda delibera che darà il via libera all’imposta e definirà le modalità di applicazione. «Tra tutte le tasse questa non è sbagliata come lo è ad esempio l’Irap – ha cercato di spiegare in consiglio comunale l’assessore al bilancio Angelo Zini – è chiaro però che serva un patto con la città, con il quale si stabilisca di destinare le nuove entrate esclusivamente per lo sviluppo turistico». Tra le idee proposte dal sindaco c’è infatti la possibilità di investire gli introiti - che sarebbero pari a circa 450mila euro con prelievo medio di 1 euro a turista - per offrire un servizio di navetta gratuito con le spiagge e, al tempo stesso, per sostenere la promozione turistica dell’isola e la nuova funzione associata. «La verità – ha affermato Peria in consiglio – è che le città che hanno applicato la tassa di soggiorno non hanno avuto ricadute negative. Firenze ha aumentato le presenze del 7,2%. E anche la Val di Cornia ha scelto di utilizzare il nuovo strumento. Se non ci adeguiamo rischiamo di venir schiacciati dalla concorrenza». Ma le motivazioni del sindaco e del resto della giunta non hanno convinto tutti i componenti del consiglio. Se Roberto Marini non ha esitato a definire l’imposta «un balzello», il capogruppo di minoranza Leopoldo Provenzali si è dichiarato «contrario sia alla tassa di soggiorno che alla tassa di sbarco – ha detto – non è il momento per chiedere ulteriori sacrifici a settori in difficoltà come quelli del commercio e del turismo. Poi sarebbe il caso di rinviare qualsiasi decisione, in modo che tutti i comuni dell’isola assumano una posizione unica».


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