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La Nazione - De Tomaso, il d-day fissato per il 27. E 137 lavoratori della Novaol in cassa integrazione aspettano la convocazione del sindaco

 

IL 27 FEBBRAIO sarà il d-day per la vicenda De Tomaso: l'avvocato Sergio Gamna di Torino, incaricato dai Rossignolo di chiudere la pratica per il passaggio ai cinesi del controllo del marchio torinese, dovrà terminare il lavoro. E subito dopo la Regione Piemonte e la Regione Toscana, con istituzioni locali e sindacati al seguito, più la delegazione De Tomaso, correranno a Roma, il 29 febbraio, per definire i termini per la proroga al terzo anno della cassa integrazione per ristrutturazione sulla quale il ministero del lavoro vuole vederci chiaro. Da fonti sindacali si apprende infatti che il ministero «vuole capire chi sarà il suo interlocutore nella De Tomaso visti i cambiamenti degli assetti societari, se saranno confermati dopo il 27». In caso di insuccesso al tavolo romano si ridiscuterà comunque di cassa integrazione, anche se per altre finalità. La Car Luxury Investment del gruppo cinese di Qiu Kunjian, che ha acquisito il controllo della De Tomaso, ha garantito «che la produzione dei modelli di auto De Tomaso avverrà negli stabilimenti italiani e ne saranno salvaguardati i livelli occupazionali». Un migliaio di addetti all'ex stabilimento Pininfarina di Grugliasco e 140 a quello di Guasticce, tutti ex dipendenti della multinazionale americana Delphi.

137 LAVORATORI della azienda Novaol, leader in Italia e in Europa nella produzione di biodiesel, in cassa integrazione perché la produzione (100 mila tonnellate l'anno destinate alla raffineria Eni di Stagno) è stata interrotta, aspettano la convocazione del sindaco Cosimi in Comune. Marino Buti della Rsu-Cgil ci spiega: «Abbiamo scritto al sindaco il 14 febbraio per chiedergli udienza vista la gravità della situazione generata dalla mancanza di leggi italiane che tutelino questo prodotto dalla concorrenza dei competiror d'oltre oceano. Una normativa prevista dall'Ue che il Parlamento italiano non ha ancora predisposto. Intanto noi siamo a casa e alla raffineria di Stagno arriva una parte di biodiesel prodotto a Ravenna e il resto arriva dall'Argentina».


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