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La Nazione Livorno - I conti dell'Aamps in mano a Rosi
E’ stato il “liquidatore” del Cantiere
La decisione del sindaco Cosimi dopo una serie di riunioni infuocate
di MICHELA BERTI
— LIVORNO —
ERA NELL’ARIA che la situazione dell’Aamps prima o poi esplodesse. Ed infatti, dopo mesi di inutili tentativi, pare proprio che il sindaco abbia preso la decisione: i libri dell’azienda municipalizzata del pubblico servizio finiscono dritti nelle mani di Angelo Rosi. Il nome di Rosi non è nuovo a Livorno, e compare — nostro malgrado ma per sua fortuna — sempre quando ci sono aziende in crisi. Fu lui, indicato dalla Lega delle Cooperative, a traghettare il Cantiere Orlando dalle mani di Massimo Serafini a quelle dell’Azimut Benetti. Ora è stato richiamato per esaminare i libri dell’Aamps; questa azienda che naviga nel profondo rosso. Gli sforzi fatti negli ultimi anni dal presidente Cappelli sembrano essere stati inutili per rilanciare un’azienda che quest’anno — ma lo sapeva da tempo — deve fare i conti con 4 milioni di euro in meno del Cip6. Soldi che pesano come un macigno sul bilancio della partecipata che dà lavoro a tanti livornesi. A preoccupare l’amministrazione è anche l’imminente ingresso nella NewCo. E’ pur vero che la nuova compagine incasserà oneri ed onori, ma c’è da immaginare che, in queste disastrose condizioni, per l’Aamps saranno lacrime e sangue. I conti sono stati passati e ripassati dai contabili del Comune; ci ha messo le mani anche l’assessore al bilancio Valter Nebbiai nella speranza di trovare una pozione magica; li hanno controllati i sindaci revisori ma i segni restano negativi.
PROBLEMI economici e finanziari oltre che di liquidità. Da giorni correva voce che la situazione fosse drammatica e le riunioni con i dirigenti dell’azienda erano sempre segnate da forte preoccupazione. Sembra quasi una sfida impossibile quella di far ritrovare a questa azienda quell’equilibrio necessario a riportare i conti in pareggio. Ora, piano piano, tutto ciò che negli anni è stato accantonato sotto il tappeto, torna alla luce e non sembrano esserci altre vie di uscita che quella di consegnarsi nelle mani di chi ha già avuto a che fare con grandi aziende in agonia. I tempi lunghi per la realizzazione del nuovo mega inceneritore — sul quale si scontreranno anche i partiti della stessa maggioranza — sono un altro tassello di questa vicenda. Il progetto, che compare nel piano provinciale dei rifiuti, è solo sulla carta anche se l’Ato Costa ha già fatto i conti per la sua realizzazione.
SULLE CASSE dell’Aamps vengono così a pesare anche i 2 milioni di euro spesi per la realizzazione del progetto per la terza linea — che non vedrà la luce — dell’inceneritore al Picchianti. Anni di chiacchiere finite nelle mani di un “liquidatore”. Per Livorno sembra proprio aprirsi un’altra triste pagina.
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