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La Nazione - Foce dello Scolmatore più libera

 

di ANTONIO FULVI
— LIVORNO —
L’ISOLOTTO non c’è più, la foce dello Scolmatore sembra adesso libera. Sembra: perchè i 27mila metri cubi di sabbia che le ruspe della Port Authority hanno raspato, regalandoli alle spiagge del Calambrone (che hanno sommamente gradito: anche perchè gratis) sono solo la punta dell’iceberg. Di fatto la foce è sempre intasata, per liberarla dovranno esser portati via altri 150mila metri cubi: ma che vanno prima «caratterizzati», poi eventualmente trattati per separare sabbia da melme, e infine vanno smaltiti (almeno le seconde). Poi, dragata a due metri e mezzo di fondo tutta la foce fino all’innesto del canale in Darsena Toscana, si potrà finalmente invertire il ciclo perverso che oggi sversa dentro la Darsena migliaia di metri cubi di fango ad ogni piena.
OVVERO: «Porte vinciane» sempre chiuse, salvo due aperture giornaliere per servire Darsena pisana e Camp Darby. In prospettiva infine, foce armata fino a cento metri al largo, e modifica del ponte stradale del Calambrone, con dosso sollevato e ponte levatoio, per poter definitivamente tombare lo sbocco in Darsena Toscana. Di tutto questo — e di più — s’è parlato ieri con il presidente dell’Autorità portuale Giuliano Gallanti nel corso di una visita-ispezione alla famigerata «foce». Con Gallanti c’erano il segretario generale dell’Authority Massimo Provinciali e il responsabile del settore ambientale Giovanni Motta, raggiunti poi dall’assessore del Comune Bruno Picchi. Gallanti è consapevole che la pulizia della foce è oggi al «primo passo», ricorda che non sarebbe nemmeno di competenza dell’Authority (spetterebbe ai pisani) ma rivendica l’intervento come propedeutico, sine qua non, alla chiusura delle «porte vinciane». La quale chiusura sarà già sottoposta a test entro domani. Gallanti ha fretta, ed a ragione: la prossima piena dell’Arno — e arriverà — minaccia di scaricare in Darsena Toscana altre migliaia di metri cubi di fanghi, mentre c’è un disperato bisogno di ripulirla, la Darsena, come è stato promesso a Yang Ming e a Cosco, in vista dell’arrivo ad aprile delle navi da 5/6 mila Teu’s.
LA PULIZIA della Darsena dovrebbe essere il dragaggio: ma i tempi della burocrazia impongono che prima i sedimenti siano «caratterizzati», cioè definiti secondo il grado di inquinamento. La gara per i sondaggi di caratterizzazione è partita. Nel frattempo, si comincia tra un paio di settimane — al massimo — a spianare i mammelloni di fango in Darsena Toscana, per renderne il fondo uniforme e consentire alle navi grandi in arrivo di accostare alle banchine e specialmente di manovrare nel bacino di evoluzione davanti alla Bengasi. E’ una corsa con il tempo, caratterizzata — ha ricordato Gallanti — da continue consultazioni con la Capitaneria e il corpo dei Piloti. I quali garantiscono che la «spianatura» della darsena e un veloce dragaggio di 100 mila metri cubi alla bocca sud del porto consentiranno alle Yang Ming di entrare (e uscire) in sicurezza.
DOVE ANDRANNO i fanghi di dragaggio, una volta che si partirà? Piombino è disponibile per una parte: ma la speranza è che il decreto sulle semplificazioni vari anche norme più semplici per smaltire (anche in mare) i fanghi. La norma è pronta. Ce la faranno i nostri eroi?


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