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La Nazione - Novaol, 37 dipendenti a casa Scatta la cassa integrazione

 

di MONICA DOLCIOTTI
— LIVORNO —
LA NOVAOL con sede a Livorno produce biodiesel, leader italiano ed europeo in questo settore, occupa 37 lavoratori tutti giovani e altamente specializzati. Per tutti è scattata però la cassa integrazione a zero ore. I lavoratori stanno presidiando lo stabilimento perché la produzione si è fermata. Fabrizio Musto e Fabrizio Zannotti della Filctem-Cgil spiegano: «Questa situazione è legata all’incertezza normativa nel settore che non aiuta la Novaol ad essere competitiva rispetto alle aziende concorrenti extraeuropee».
«QUESTA SITUAZIONE — aggiungono i due — rende l’azienda vulnerabile alla concorrenza extraeuropea sudamericana che importa biodiesel in Europa a prezzi più bassi. Sia in Italia sia in Spagna, dove non è stata ancora approvata la legge per la cerfiticazione della qualità del prodotto, si sentono di più gli effetti di questa lacuna normativa che rimossa al più presto potrebbe pemettere alla Novaol di produrre e vendere a prezzi migliori per il mercato».
L’AZIENDA per ora sarebbe intenzionata a riprendere la produzione, ma solo qualora fosse varata la norma per certificare il biodiesl prodotto in Italia con cui renderne competitivo il prezzo. I sindacati di categoria, Filctem-Cgil e Uilcem-Uil (Mario Sandrelli), a loro volta faranno opera di «moral suasion» su Comune, Provincia e Regione «per sensibilizzarli — precisano — e per convincerli a fare pressione sul governo Monti. E sarà organizzata una mobilitazione più significiativa dei lavoratori qualora non ci fossero riscontri positivi».
IL RISCHIO, denunciano i sindacati, che «la Novaol possa chiudere i battenti con la perdita dei posti di lavoro diretti e dell’indotto non è così remoto. Per cui urge la convocazione di un incontro con le istituzioni locali e la Regione». L’impianto di Livorno, tra i primi in Europa, è stato inaugurato nel 1992. Impiega attualmente 37 dipendenti diretti più 15 nell’indotto. La sua capacità produttiva massima si aggira intorno alle 250.000 tonnellate l’anno. Purtroppo, però, tutto questo non ha evitato la cassa integrazione: un’altra pessima notizia per il mondo del lavoro livornese.


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