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La Nazione - Cassa integrazione, il nodo Volterra

 

di CINZIA GORLA
— ROSIGNANO —
«L’EVENTO, improvviso e imprevisto che rende inevitabile il percorso, è la mancata revoca dell’inibizione dell’attività di perforazione della concessione Volterra. Il tecnicismo discusso e condiviso con le Rsu è la cassa integrazione straordinaria per eventi improvvisi e imprevisti, che è una modalità di tutela dei lavoratori». C’è un colpo di scena nella cassa integrazione straordinaria per i 23 dipendenti di Ponteginori, come emerge dalle dichiarazioni dell’azienda diretta da Michèle Huart con il suo ufficio stampa De Lorenzo subito dopo l’incontro decisivo tra Rsu e Solvay di ieri pomeriggio. Una cassa integrazione straordinaria - come avevamo anticipato dopo che la Regione aveva dichiarato di non intendere autorizzare la cassa integrazione in deroga – che potrebbe estendersi anche ai 650 dipendenti dello stabilimento di Rosignano.
IL COLPO di scena è legato all’attività dell’area Volterra, inibita dal sindaco locale, aspetto che avevamo sottolineato nei giorni scorsi e per il quale Solvay aveva espresso preoccupazione. Ma adesso la preoccupazione si è trasformata improvvisamente in causa scatenante di una cassa integrazione dunque non più legata soltanto al blocco delle concessioni di Poppiano e Cecina che la Regione si è impegnata a rinnovare entro un mese. Causa scatenante che si aggiunge «all’annullamento del blocco delle concessioni non risolto». Questo cosa significa? Che per interrompere la procedura per Ponteginori, scongiurando così la conseguente cassa integrazione anche per via Piave, non è sufficiente solo il rinnovo delle concessioni di Cecina e Poppiano, ma occorre anche la revoca dell’inibizione dell’area Volterra? «E’ qualcosa che dovrà essere valutato, la preoccupazione deriva da questo aspetto.
IL RINNOVO delle due concessioni aiuta, ma non è risolutivo», è chiara Solvay. Dunque la questione si complica perché adesso sono due i soggetti istituzionali che devono dare una risposta, Regione e sindaco di Volterra.
All’incontro di ieri pomeriggio erano presenti sia le Rsu Solvay con il coordinatore Marco Baldini, Rossella Vallini, Alessandro Lami, Luca Luparini, Bruno Grossi, sia i delegati delle Rsu Ponteginori. Per l’azienda il responsabile del personale Riccardo Sacchi.

ROSIGNANO
Bagnoli: «Dobbiamo
recuperare il rapporto
tra l’industria
e il territorio»
— ROSIGNANO —
UN CORSO di chimica industriale nell’ Istituto tecnico di Rosignano per garantire un futuro ai giovani. E’ quanto propone il Pd con il segretario Fabrizio Bagnoli che interviene sulla questione Solvay esprimendo «estrema preoccupazione e sconforto». Bagnoli sottolinea che «un’aria così non veniva respirata dal 1982 in cui per la prima volta venne usata la cassa integrazione per una ristrutturazione interna dello stabilimento per adeguarlo alle esigenze di mercato di allora.
Sono passati trent’anni e ci ritroviamo di fronte ad una crisi che se si dovesse verificare, ci accomunerebbe ad altre gravi situazioni occupazionali della provincia di Livorno, come il comparto industriale della componentistica auto e quello delle acciaierie di Piombino». Per il segretario Pd «questa situazione si è creata perché abbiamo lasciato che tra grande industria, istituzioni e cittadinanza non vi fosse alcun collegamento, come se ognuno pensasse a se stesso convinto di essere autosufficiente. Noi del Pd siamo convinti che occorre quanto prima ritrovare un’alleanza positiva tra industria, istituzioni e collettività per cercare i presupposti di rilancio occupazionale e di salvaguardia dell’ambiente e dei territori.
Ribadiamo il totale appoggio ai lavoratori Solvay e alle Rsu garantendo che faremo di tutto, per quanto ci è possibile, per scongiurare la crisi a Rosignano e nei cantieri distaccati».


La prossima settimana
scatta lo stop per 12 mesi
— ROSIGNANO —
«LA PREOCCUPAZIONE è forte. E adesso ci auguriamo che la questione si sblocchi, la Regione si è impegnata entro un mese a rinnovare le concessioni, altrimenti il problema si estende anche a Rosignano». Così Marco Baldini, coordinatore delle Rsu Solvay, che dopo il vertice di ieri in azienda stamani incontrano i lavoratori di Ponteginori in assemblea, in cui verrà ufficializzato il provvedimento. Cassa integrazione per dodici mesi che parte subito per i 23 dipendenti del settore trivellazioni, la prossima settimana. Un provvedimento di Solvay legato al «perdurare delle difficoltà di approvvigionamento» del salgemma.
c.g.


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