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La Nazione Livorno - Concessioni portuali e turistiche il contenzioso con la Regione
L’Authority prima fornisce gli elenchi e poi «prega» di lasciar perdere la tassa
— LIVORNO —
AVANTI adagio, anzi: indietro tutta. Dopo aver fornito gli elenchi dei concessionari portuali e turistici che la Regione Toscana aveva richiesto per la nuova, contestatissima tassa, l’Autorità portuale ha inviato ieri a Firenze una nota firmata dal segretario generale in cui, nella sostanza, si chiede «di prendere in considerazione la possibilità di sospendere l’iter procedurale per la riscossione dell’imposta fino al definitivo chiarimento che perverrà dalle amministrazioni statali investite del trema». La formula usata da Massimo Provinciali è tra le più «soft» a confronto del netto diniego a fornire gli elenchi adottato dalle Autorità portuali di Piombino e Marina di Carrara: ma è pur sempre una marcia indietro rispetto al primo atto, cioè all’invio degli elenchi chiesti dalla Regione, invio seguito da una raffica di notifiche. Le quali, a loro volta, hanno portato a una raffica di ricorsi presentati alla commissione tributaria competente a Firenze.
NELLA LETTERA dell’Autorità portuale livornese si sottolinea peraltro come già nel fornire gli elenchi dei titolari di concessioni «si evidenziavano le profonde perplessità nutrite in ordine all’applicabilità della legislazione regionale in oggetto alle concessioni di beni del demanio marittimo rilasciate dall’Autorità portuale. «Tutte le categorie dei concessionari (imprese portuali, turismo nautico, impianti e depositi costieri) hanno ora rappresentato — dice la nota — la propria legittima opposizione all’applicazione immediata di tale normativa, in un momento in cui la soluzione non è univoca (come dimostra persino il diverso comportamento tenuto dalle varie Regioni) ed anzi dovrebbe protendere verso l’inapplicabilità alle concessioni rilasciate dalle Autorità portuali, in quanto — prosegue la lettera di Provinciali — non sono configurabili né il profilo soggettivo (tali concessioni non possono essere definite “statali” in quanto le Autorità portuali sono enti autonomi dotati Di autonomia finanziaria ed amministrativa ed i canoni concessori ne costituiscono un’entrata propria) né sotto il profilo oggettivo, in quanto i relativi canoni non sono determinati per legge ma sulla base di autonome regolamentazioni che le Autorità portuali si danno, nell’ambito della richiamata sfera di autonomia».
DA QUI, trattandosi di questione «aperta e pendente», l’Autorità portuale di Livorno «nello spirito di leale e corretta collaborazione tra istituzioni ed al fine di evitare l’instaurarsi di un folto contenzioso» invita la Regione a soprassedere o almeno a sospendere. Un intervento, quello dell’Autorità portuale, che sarà certamente apprezzato dai concessionari — che l’hanno sollecitato da subito — anche se tardivo sul piano del contenzioso, perchè sono già partiti centinaia di ricorsi, non certyo positivi per la già farraginosa macchina burocratico-legale della Regione.
Antonio Fulvi
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