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La Nazione - La Toscana a caccia di giovani talenti

 


Aziende ‘spugna’ che assorbono idee
Dai robot Zucchetti agli orologi Locman, la ricerca fa volare i fatturati



FIRENZE
STAY HUNGRY, stay foolish. L’inflazionata frase di Steve Jobs è ora la Bibbia per ogni imprenditore di successo. Aprirsi al mondo esterno, essere ‘affamati’, e dunque curiosi, riconoscere e saper sfruttare la fortuna quando bussa alla porta.
L’abc dell’imprenditoria per Gian Giacomo Gellini, presidente dei giovani di Confindustria Toscana, che qualche anno fa, al suo esordio nell’impresa di famiglia, che opera nel campo dell’edilizia stradale, è riuscito a portare a casa una importante partnership per la sua azienda per aver partecipato a un evento fieristico dedicato all’asfalto, allestito in uno sperduto angolo degli Stati Uniti. L’abc anche per Leonardo Bassilichi, dg di Bassilichi, Fabrizio Bernini, presidente di Zucchetti, e Marco Mantovani, presidente e ad di Locman, che ieri sono intervenuti a Toscana Open, seminario organizzato da Confindustria Toscana, con i Giovani Imprenditori e la Scuola superiore Sant’Anna. Convinti che l’open innovation, ovvero l’innovazione aperta, sia una delle strade da percorrere per mantenersi competitivi sul mercato.
Il termine è stato coniato da Henry Chesbrough, professore della University of California Berkley, secondo il quale le aziende non devono affidare la propria ricerca e innovazione esclusivamente al loro interno, ma devono aprirsi, per trovare nuove idee al di fuori della propria organizzazione. Imprese «spugna», dunque, capaci di assorbire il meglio che arriva dal mondo esterno, convinte – ha spiegato Alberto Di Minin, della Scuola superiore Sant’Anna – che le persone più intelligenti non è detto siano quelle che lavorano dentro l’azienda. Una delle imprese del nostro territorio che da tempo sta battendo questa strada è senz’altro la Zucchetti Centro Sistemi di Terranuova Bracciolini, in provincia di Arezzo. Al suo interno, ma in costante collegamento con l’esterno, è nato un centro di ricerca e sviluppo, o meglio, come lo definisce il presidente,
Fabrizio Bernini, un «laboratorio di idee», dove, grazie ad un team di 30 ingegneri, prendono forma e vita i prodotti da lanciare sul mercato.
E’ COSì che Zucchetti, società leader nel settore informatico, ha dato vita ad Ambrogio, il tagliaerba automatico, Orazio, il robot per la pulizia della casa e, ultimo, Nemo, il robot completamente autonomo, il primo al mondo a non essere dotato di filtro, utilizzato per la pulizia delle piscine. Quest’anno sarà realizzato il prototipo, mentre nel 2013 la Zucchetti conta di iniziare la produzione. «E a proposito di open innovation – ha annunciato il presidente Bernini – stiamo lavorando ad un bando per trovare l’idea migliore tra quelle che arrivano dagli studenti universitari, nella quale investire poi per due anni, al fine di realizzarla. Il vincitore deciderà poi, al termine di questo periodo, se restare nella nostra azienda o proseguire per conto proprio».
mo. pi.


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